Ma davvero credevi che con tutto quello che sta succedendo in casa leghista, e in casa Bossi, potessi perdere questa ghiotta occasione per dire le mie quattro sciocchezze.
Innanzi tutto, tanto per rompere il ghiaccio, il Roberto Maroni si dimostra come al solito almeno una spanna più in alto dei suoi compagni di partito. A differenza delle varie minchiate del Sole delle Alpi e dell'ampolla dell'acqua del fiume sacro, il Maroni fa centro con l'etichetta di Barbari Sognanti.
Fa centro perchè con queste semplici parole descrive esattamente l'essenza della lega e dei leghisti; i leghisti sono barbari, nel senso che gli antichi greci davano agli stranieri. (vedi Wikipedia) perchè per me i Padani non sono italiani, nemmeno europei, sono clandestini; Sognanti, perchè è il mondo dei sogni quello in cui vivono.
Pensate alla mitica terra denominata Padania, la nazione che non esiste, l'Isola che non c'è di Peter Pan (anche lui dalla camicia verde). La Padania è una strana nazione, non esiste, perché la Padania non esiste, ma ha già un parlamento che la amministra: il Parlamento Padano.
Ma questo non è tutto, figuriamoci che la classe politica della Padania CheNonEsiste, si sta dimostrando corrotta come quella di una nazione reale, non solo...la roba più incredibile è che la classe politica della Padania CheNonEsiste ha provato ad esportare illecitamente all'estero importanti somme di denaro! Che se ci pensate, non è roba da poco amministrare male e frodare una nazione CheNonEsiste. Provaci te se sei capace!
Come se non bastasse, in questi giorni, nel Parlamento della Padania CheNonEsiste c'è pure stato un colpo di stato ed il regime ha avuto una sorta di ribaltone. E tutto questo è avvenuto in nome di uno stato che non esiste, di un popolo che non esiste, di una nazione che non esiste.
Se non nei pensieri psichedelici dei Barbari Sognanti.
Disegnini e pensierini di Federico Rettondini per un mondo migliore, una società felice e un futuro di pace.
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
giovedì 12 aprile 2012
sabato 25 febbraio 2012
La Lega Nord e le mistificazioni storiche
Alla ricerca di una motivazione plausibile che ne desse lustro e importanza, i poteri politici di ogni epoca hanno sempre ritenuto necessario riscrivere la storia per poter giustificare la loro esistenza e sopratutto, la legittimazione del loro potere.
Come primo eclatante esempio mi viene in mente quel mantovano di Virgilio Marone che, per compiacere il primo imperatore Ottaviano Augusto, scrisse l'Eneide dando ai pecorari latini le nobili origini di esuli troiani e perciò un lignaggio nobiliari ai fondatori della città eterna.
Nel medioevo, diversi regnanti, Carlo il Magno per esempio, fecero a gara per farsi ratificare dal papa in carica la qualifica di Imperatore del Sacro Romano Impero, con lo scopo di avere una legittimazione legale a poter invadere le popolazioni confinanti e ricostruire l'impero latino che era andato perduto; questa storia andò avanti sino agli Asburgo.
Con il XX secolo, il caso più eclatante di mistificazione fu quello operato dal nazismo che infilò la croce uncinata in ogni momento della storia tedesca, cercando di far passare l'idea che gli ideali nazisti fossero sempre stati presenti nella cultura germanica (ovvio che così non era).
Alla fine del secolo breve, la Lega Nord ci riprova sfoderando l'arcaico Sole delle Alpi, un simbolo effettivamente presente nella cultura storica alpina da tempi remoti. Su questa pagina, trovi i significati che oggi, la Lega Nord attribuisce a questo simbolo e, come si può ben vedere, essi travalicano i significati originali del simbolo e ne aggiungono di nuovi e strumentali per dare al partito politico una collocazione storica che in realtà non ha (essendo di nascita recente).
Intanto c'è da precisare che il Sole delle Alpi non è un sole e nemmeno è delle alpi, si tratta infatti di un simbolo che si ritrova già nella civiltà Assira, Egiziana ed Etrusca, ed è noto come Fiore della Vita. Non è nemmeno un simbolo celtico in senso stretto, infatti è presente in tutte le civiltà del centro italia e sardegna oltre che, naturalmente, nelle culture celtiche dell'arco alpino. Insomma, il Fiore della Vita è uno di quei simboli ancestrali condiviso da culture diverse.
Ora, tra i significati che la Lega Nord assegna al Fiore della Vita, c'è il seguente:
E giunti a questo punto, io comincerei a fare delle distinzioni, ma sopratutto, mi divertirò a ragionare alla leghista, cosa che per altro non richiede molto sforzo. br />
Innanzi tutto io sono Veneto, nato in Veneto e perciò discendente di quei Veneti che vivevano in queste lande 2000 anni prima di Cristo e che avevano ben poco da spartire con i Galli Boi, Insubri Cenomanni che vivevano nella pianura padana in quei tempi.
Anzi, noi Veneti siamo emigrati in veneto, non si sa bene da dove, abbiamo fatto sloggiare gli Euganei e ci siamo presi le miniere di ferro e altro vicine a Padova. Con i Celti, quelli del Sole delle Alpi, abbiamo sempre avuto problemi perchè sono dei piantagrane.
Per fortuna, ad un certo punto sono arrivati i Romani che erano gente precisa e pagava in oro, già nel 390 a.C. avevamo fatto una serie di accordi con il Senato della Repubblica (Romana) perchè non ne potevamo più di quei barbari che pensavano solo a far casino, bere birra e far feste (che qui c'erano delle miniere da mandare avanti e non c'era tempo di andar rubar nelle case come faceva quel teppista di Brenno: uno che non ha mai lavorato in vita sua e si era messo a far politica).
Perciò, in virtù di questa realtà storica io penso che:
1) Io come Veneto con i Celti ho ben poco spartire.
2) Come dice un vecchio adagio: "mejo un roman in casa che un celta alla porta"
3) Ripensando al passato, dai celti della lombardia abbiamo avuto solo rogne (persino ai tempi della Serenissima con i lombardi l'era sempre una guerra.
4) Bossi e i suoi Celti prima di entrare in Veneto devono bussare e chiedere permesso perchè questa non l'è terra sua.
5) I Romani prima di entrare nel Veneto devono bussare, chiedere permesso ma tanto sanno che la porta è aperta perchè con loro c'è un contratto da lunga data ( e poi sono così simpatici; tranne Alemanno che, come dice il nome deve averci origini celtiche).
Morale: La storia ci insegna che il Veneto ci ha sempre guadagnato a stare con Roma, mentre a star con i lombardi no (ci chiamavano i terroni del nord, ricordate?). Ora, sti 4 scalzacani, si sono messi in testa di far la Padania e ci vogliono far credere che noi siamo tutti un popolo...che a mi, solo al pensiero di appartenere al stesso popolo del Trota o a Borghezio...basta, mi fermo qua.
Come primo eclatante esempio mi viene in mente quel mantovano di Virgilio Marone che, per compiacere il primo imperatore Ottaviano Augusto, scrisse l'Eneide dando ai pecorari latini le nobili origini di esuli troiani e perciò un lignaggio nobiliari ai fondatori della città eterna.
Nel medioevo, diversi regnanti, Carlo il Magno per esempio, fecero a gara per farsi ratificare dal papa in carica la qualifica di Imperatore del Sacro Romano Impero, con lo scopo di avere una legittimazione legale a poter invadere le popolazioni confinanti e ricostruire l'impero latino che era andato perduto; questa storia andò avanti sino agli Asburgo.
Con il XX secolo, il caso più eclatante di mistificazione fu quello operato dal nazismo che infilò la croce uncinata in ogni momento della storia tedesca, cercando di far passare l'idea che gli ideali nazisti fossero sempre stati presenti nella cultura germanica (ovvio che così non era).
Alla fine del secolo breve, la Lega Nord ci riprova sfoderando l'arcaico Sole delle Alpi, un simbolo effettivamente presente nella cultura storica alpina da tempi remoti. Su questa pagina, trovi i significati che oggi, la Lega Nord attribuisce a questo simbolo e, come si può ben vedere, essi travalicano i significati originali del simbolo e ne aggiungono di nuovi e strumentali per dare al partito politico una collocazione storica che in realtà non ha (essendo di nascita recente).
Intanto c'è da precisare che il Sole delle Alpi non è un sole e nemmeno è delle alpi, si tratta infatti di un simbolo che si ritrova già nella civiltà Assira, Egiziana ed Etrusca, ed è noto come Fiore della Vita. Non è nemmeno un simbolo celtico in senso stretto, infatti è presente in tutte le civiltà del centro italia e sardegna oltre che, naturalmente, nelle culture celtiche dell'arco alpino. Insomma, il Fiore della Vita è uno di quei simboli ancestrali condiviso da culture diverse.
Ora, tra i significati che la Lega Nord assegna al Fiore della Vita, c'è il seguente:
sta ad indicare infine i sei ceppi etnolinguistici della Padania: i Celto-italici, i Veneti, i Tedeschi, i Friulani, i Ladini e gli Occitani-Arpitani.Il motivo di questa scelta è molto semplice e intuibile, l'intenzione è quella di unificare sotto la stessa bandiera popoli, etnie, culture storiche diverse (ormai estinte da un millennio) con lo scopo di accomunarle contro il predominio di Roma "Babilonia" Ladrona.
E giunti a questo punto, io comincerei a fare delle distinzioni, ma sopratutto, mi divertirò a ragionare alla leghista, cosa che per altro non richiede molto sforzo. br />
Innanzi tutto io sono Veneto, nato in Veneto e perciò discendente di quei Veneti che vivevano in queste lande 2000 anni prima di Cristo e che avevano ben poco da spartire con i Galli Boi, Insubri Cenomanni che vivevano nella pianura padana in quei tempi.
Anzi, noi Veneti siamo emigrati in veneto, non si sa bene da dove, abbiamo fatto sloggiare gli Euganei e ci siamo presi le miniere di ferro e altro vicine a Padova. Con i Celti, quelli del Sole delle Alpi, abbiamo sempre avuto problemi perchè sono dei piantagrane.
Per fortuna, ad un certo punto sono arrivati i Romani che erano gente precisa e pagava in oro, già nel 390 a.C. avevamo fatto una serie di accordi con il Senato della Repubblica (Romana) perchè non ne potevamo più di quei barbari che pensavano solo a far casino, bere birra e far feste (che qui c'erano delle miniere da mandare avanti e non c'era tempo di andar rubar nelle case come faceva quel teppista di Brenno: uno che non ha mai lavorato in vita sua e si era messo a far politica).
Perciò, in virtù di questa realtà storica io penso che:
1) Io come Veneto con i Celti ho ben poco spartire.
2) Come dice un vecchio adagio: "mejo un roman in casa che un celta alla porta"
3) Ripensando al passato, dai celti della lombardia abbiamo avuto solo rogne (persino ai tempi della Serenissima con i lombardi l'era sempre una guerra.
4) Bossi e i suoi Celti prima di entrare in Veneto devono bussare e chiedere permesso perchè questa non l'è terra sua.
5) I Romani prima di entrare nel Veneto devono bussare, chiedere permesso ma tanto sanno che la porta è aperta perchè con loro c'è un contratto da lunga data ( e poi sono così simpatici; tranne Alemanno che, come dice il nome deve averci origini celtiche).
Morale: La storia ci insegna che il Veneto ci ha sempre guadagnato a stare con Roma, mentre a star con i lombardi no (ci chiamavano i terroni del nord, ricordate?). Ora, sti 4 scalzacani, si sono messi in testa di far la Padania e ci vogliono far credere che noi siamo tutti un popolo...che a mi, solo al pensiero di appartenere al stesso popolo del Trota o a Borghezio...basta, mi fermo qua.
martedì 31 gennaio 2012
La logica del potere
Partendo dal Veneto, passando per la Lombardia, gli Agenti Speciali del Fisco stanno rastrellando la penisola alla ricerca di evasori puntando ora verso la capitale e dinorni; già sono annunciati i loro blitz fulminei nell'oscuro sud.
Hanno ragione i detrattori, sono tutte operazioni di propaganda, anche se faranno emergere cose eclatanti o malcostume diffuso, restano semplici effetti speciali che non toccano il cuore del problema.
Ma è proprio questo il loro scopo: fare propaganda.
Abbiamo appena attraversato un decennio in cui sembrava che qualsiasi furbizia fosse tollerata, che si poteva abusare, evadere ed edulere perchè comunque sarebbe arrivato un condono od una sanatoria; un decennio in cui chi non poteva non pagare le tasse, ha visto i furbetti deriderli per la loro meschina condizione.
Ora che il precedente governo non c'è più, evidentemente si è voluto dare un segnale che il vento è cambiato e su questo non si è voluto dare adito a dubbi.
Già me li vedo, come in un poliziesco americano, gli agenti dell'Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza, fare un breefing in un apposita aula, di fronte ad una mappa della città. Ad ogni squadra venir assegnato un settore della città, poi, una dietro l'altra le auto (nere ovviamente) escono dal comando e si dividono verso le rispettive destinazioni.
Comunque la pensiate, io non vorrei essere nei panni del barista o commerciante trovato con le mani nella marmellata, una multa è sempre una multa, anche se non risana il debito pubblico. Si potrebbe obiettare che si sono comunque prese le categorie più esposte, quelle che lavorano, e anche questa potrebbe essere una buona obiezione.
Ma dal mio modesto punto vista, sebbene non mi piaccia, la scelta del metodo non lascia dubbi: il fisco vuol rimettere le cose a posto e far vedere chi comanda in Italia, e lo fa dando la massima pubblicità possibile alle proprie azioni. Lo scopo è quello di cambiare una cultura secolare, quella che sostiene che evadere in fondo è legittimo.
C'è un nuovo sceriffo in città! Magari tra non molto la Rai ci farà pure una serie televisiva, dove un solerte finanziere risolve complicati casi di evasione fiscale fatti da società cartiere mentre aiuta una vecchietta ad avere la ricevuta fiscale dal dentista che gli ha appena rifatto la dentiera. Vai a evasori.info
Hanno ragione i detrattori, sono tutte operazioni di propaganda, anche se faranno emergere cose eclatanti o malcostume diffuso, restano semplici effetti speciali che non toccano il cuore del problema.
Ma è proprio questo il loro scopo: fare propaganda.
Abbiamo appena attraversato un decennio in cui sembrava che qualsiasi furbizia fosse tollerata, che si poteva abusare, evadere ed edulere perchè comunque sarebbe arrivato un condono od una sanatoria; un decennio in cui chi non poteva non pagare le tasse, ha visto i furbetti deriderli per la loro meschina condizione.
Ora che il precedente governo non c'è più, evidentemente si è voluto dare un segnale che il vento è cambiato e su questo non si è voluto dare adito a dubbi.
Già me li vedo, come in un poliziesco americano, gli agenti dell'Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza, fare un breefing in un apposita aula, di fronte ad una mappa della città. Ad ogni squadra venir assegnato un settore della città, poi, una dietro l'altra le auto (nere ovviamente) escono dal comando e si dividono verso le rispettive destinazioni.
Comunque la pensiate, io non vorrei essere nei panni del barista o commerciante trovato con le mani nella marmellata, una multa è sempre una multa, anche se non risana il debito pubblico. Si potrebbe obiettare che si sono comunque prese le categorie più esposte, quelle che lavorano, e anche questa potrebbe essere una buona obiezione.
Ma dal mio modesto punto vista, sebbene non mi piaccia, la scelta del metodo non lascia dubbi: il fisco vuol rimettere le cose a posto e far vedere chi comanda in Italia, e lo fa dando la massima pubblicità possibile alle proprie azioni. Lo scopo è quello di cambiare una cultura secolare, quella che sostiene che evadere in fondo è legittimo.
C'è un nuovo sceriffo in città! Magari tra non molto la Rai ci farà pure una serie televisiva, dove un solerte finanziere risolve complicati casi di evasione fiscale fatti da società cartiere mentre aiuta una vecchietta ad avere la ricevuta fiscale dal dentista che gli ha appena rifatto la dentiera. Vai a evasori.info
domenica 29 gennaio 2012
C'era una volta il Precedente Governo
Se il XX secolo è stato il secolo breve, questo XXI sembra ancora più veloce. Intanto, parlo da un punto di vista soggettivo, abbiamo già esaurito il primo mese del 2012 ed a me sembra ieri il capodanno del 2000: il 2K, il momento implacabile in cui avrebbe dovuto scatenarsi il Millenium Bug.
Siamo già nel 2012 e sono tre anni da quando è ufficialmente scoppiata la Crisi, che ha avuto molte facce ed molte eventi. E oggi, mi trovo a constatare che il tempo in cui come premier avevamo Silvio Berlusconi, nel percepire comune, sembra ormai un epoca lontana, lasciata alle spalle, un ricordo lontano fumoso di cui molti non sanno più distinguerne bene la forma.
Credo che attorno a questo ci sia una cattiva coscienza, quella di aver tollerato che una untera classe politica mandasse a sfacelo il paese pensando che, curandoci dei nostri affari, comunque ce la saremmo cavata.
Così non è stato ed ora ci ritroviamo immersi in un mare di problemi in cui ben pochi ci capiscono qualcosa e di cui pochi vedono una soluzione. Ma non è questo il punto di questo post.
Fino a tre mesi fa, spesso e volentieri, a titolo positivo o negativo, il nome Berlusconi campeggiava nei titoli e sulla bocca di tutti; chi lo pronunciava per esaltarlo come salvatore inviato da DomineIddio, chi lo pronunciava come la personificazione dell'Anticristo. Ed oggi?
Forse perchè gli animi sono placati, forse perchè tra i partiti c'è questa strana tregua armata, ma la parola Berlusconi sta cadendo in disuso. Prima si diceva Berlusconi ha fatto questo, Berlusconi non ha fatto st'altro; ora si preferisce la dizione il governo precedente.
Utilizzando l'espressione il governo precedente è comodo perchè si evita di indicare il nome del colpevole di qualche mancanza, oppure, si nega di riconoscere un merito allo stesso, si spersonalizza, si rende tutto più freddo: tecnico.
Ma questo modo di fare, mi ricorda molto quello delle comari che, quando parlano di una loro paesana dai costumi discutibili, non la citano per nome, ma si riferiscono a lei con l'epiteto Quella là, quasi che a pronunciar il suo nome ci si infetti o ci si attiri contro le maledizioni degli dei. Leggi L'era Berlusconiana
Siamo già nel 2012 e sono tre anni da quando è ufficialmente scoppiata la Crisi, che ha avuto molte facce ed molte eventi. E oggi, mi trovo a constatare che il tempo in cui come premier avevamo Silvio Berlusconi, nel percepire comune, sembra ormai un epoca lontana, lasciata alle spalle, un ricordo lontano fumoso di cui molti non sanno più distinguerne bene la forma.
Credo che attorno a questo ci sia una cattiva coscienza, quella di aver tollerato che una untera classe politica mandasse a sfacelo il paese pensando che, curandoci dei nostri affari, comunque ce la saremmo cavata.
Così non è stato ed ora ci ritroviamo immersi in un mare di problemi in cui ben pochi ci capiscono qualcosa e di cui pochi vedono una soluzione. Ma non è questo il punto di questo post.
Fino a tre mesi fa, spesso e volentieri, a titolo positivo o negativo, il nome Berlusconi campeggiava nei titoli e sulla bocca di tutti; chi lo pronunciava per esaltarlo come salvatore inviato da DomineIddio, chi lo pronunciava come la personificazione dell'Anticristo. Ed oggi?
Forse perchè gli animi sono placati, forse perchè tra i partiti c'è questa strana tregua armata, ma la parola Berlusconi sta cadendo in disuso. Prima si diceva Berlusconi ha fatto questo, Berlusconi non ha fatto st'altro; ora si preferisce la dizione il governo precedente.
Utilizzando l'espressione il governo precedente è comodo perchè si evita di indicare il nome del colpevole di qualche mancanza, oppure, si nega di riconoscere un merito allo stesso, si spersonalizza, si rende tutto più freddo: tecnico.
Ma questo modo di fare, mi ricorda molto quello delle comari che, quando parlano di una loro paesana dai costumi discutibili, non la citano per nome, ma si riferiscono a lei con l'epiteto Quella là, quasi che a pronunciar il suo nome ci si infetti o ci si attiri contro le maledizioni degli dei. Leggi L'era Berlusconiana
domenica 22 gennaio 2012
A proposito di tasse e riforme
In questi giorni di tumulti e mutamenti, stranamente mi è difficile condensare in maniera chiara un pensiero sufficientemente chiaro.Ieri è partito il decreto Monti sulle liberalizzazioni, un decreto che solo nell'annunciarlo, ha scatenato i fulmini del cielo.
Ora, visto il tragico momento che viviamo, non so se la strada imboccata da questo strano governo è buona o cattiva; l'unica cosa certa è che, finalmente, qualcosa sta cambiando, dopo 10 anni, qualcosa in Italia si sta muovendo: per me, questa è già una buona cosa.
Un'altra cosa certa è che oramai è chiaro a tutti il completo fallimento della governance di Berlusconi e della Lega che, sebbene abbiano dominato il decennio, si sono rivelati incapaci di quel polso necessario per impedire all'Italia la situazione in cui si è trovata.
Potete trovare tutti buoni motivi per difendere Berlusconi, sicuramente ne troverete anche di molto buoni, ma il risultato non cambia. E non lo spiego nemmeno perchè dalla scorsa estate ad oggi, la verità delle cose dovrebbe ormai essere chiara, se non lo è, è anche inutile spiegarla, significa che non la si vuol vedere. Il debito pubblico 2000-2010
Etichette:
Dizionario Illustrato,
politica,
Quotidianità
mercoledì 29 giugno 2011
l'AGCOM e il JUDGE DREDD
Che già dal titolo ti stai chiedendo: che centra l'AGCOM, il garante delle comunicazioni, con il GIUDICE DREDD? Intanto ripassiamo un po' di storia del fumetto ed andiamo a vedere chi è Dredd.
Il Giudice Dredd è un personaggio apparso nel comic magazine inglese 2000A.D. sul finire degli anni '70, ambientato in futuro lontano dove la popolazione mondiale era ristretta in gigantesche megalopoli, l'ordine pubblico era gestito dall'ordine dei "Giudici" che rivestevano nella loro carica il ruolo di poliziotto, giudice e carnefice (se necessario), una delle formule possibili per il processo breve, tanto per capirci.
Ora, dalle informazioni che sono riuscito a racimolare e mettere insieme, dal prossimo 6 luglio 2011, l'AGCOM potrebbe diventare la figura perversa inventata dai geniali cartoonist britannici nell'era Tatcher.
Con i l pretesto di tutelare il copyright, l'AGCOM si prende, con questo nuovo regolamento, il potere di fare da giustiziere e impedire l'accesso agli utenti italiani ai siti (a suo avviso) interamente adibiti alla violazione del copyright o i cui server sono posti all'estero previa segnalazione.
Che l'AGCOM possa arrogarsi questa autorità è messo in dubbio da molte parti, non solo, ma si ritiene anche che l'Agenzia non sia in grado di gestire il carico di lavoro che deriverà dal gestire le segnalazioni e che ci sarà un forte rischio di colpire "innocenti".
Per chiariti meglio le idee ti rimando ad un interessante articolo di Guido Scorza su Wired
martedì 14 giugno 2011
La vittoria dei quattro referendum
E così, lo scorso week end, tra una gita e una pizza abbiamo trovato pure il tempo di mandare a puttane la programmmazione industriale del governo. Non so se ci avete fatto caso, ma i tre argomenti su cui abbiamo votato, erano tra gli argomenti cardine della politica economica di questo governucolo.
Ora vorrei fare, (cercare di fare) una riflessione sulle parole del Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia prima del voto (da Avvenire):
Se vincessero i quesiti relativi all'abrogazione dell' affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, spiega Marcegaglia, "andremmo indietro di 20 anni su quel poco che abbiamo fatto sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali". "La nostra posizione è nota: l'acqua è e deve rimanere pubblica - aggiunge Marcegaglia -, ma la gestione va liberalizzata". A chi gli chiedeva se l' esito della consultazione potrà avere ripercussioni in borsa, per le società quotate, Marcegaglia ha risposto: "È possibile ma spero di no".A parte il fatto che anche il trattamento economico dei lavoratori dipendenti è arretrato di vent'anni quindi casomai ci sarebbe un' "armonizzazione" del sitema.
Ma letto così, il discorso della Signora Emma non è poi proprio insensato, solo che...quando sono state dette queste parole, c'era quell'articolo sull' “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
Ma che vogliono alla Confindustria? Il Salario Minimo Garantito? Quello che hanno tolto alle loro maestranze?
Se gli Imprenditori italiani vogliono investire nell'acqua possono farlo già da ora. Facendo quello che fanno tutti gli imprenditori nel resto del pianeta: rischiando il proprio capitale e promuovendo la crescita del paese.
Vai ai risultati dei referendum>>>
sabato 28 maggio 2011
lunedì 21 marzo 2011
Tripoli, bel suol che muore
E così ora siamo in guerra contro il governo Libico, o contro la Libia se preferisci.All'Idiotpolitik del baciamano a Gheddafi si è succeduta la Realpolitik delle relazioni internazionali.
La guerra che non si doveva fare alla fine si è fatta.
Se ragiono in termini di opportunità, il nostro intervento militare è cosa buona. Un principio che, a mio modesto avviso deve passare, è che in qualsiasi parte del pianeta si trovi, un dittatore non può permettersi il lusso di massacrare la sua gente; ma questo è un principio ideale che tra dire e il fare trova molte incognite e variabili.
Purtroppo, la verità è che non si dovrebbe mai arrivare a questi risultati. Ora, dopo che avremo tagliato le unghie a Gheddafi, cosa faremo? La guerra è guerra e non esistono guerre buone.
La guerra è sempre catastrofe e distruzione, semplicemente bisognava trovare prima il modo di non arrivare a questo, non lo abbiamo fatto ed ora eccoci qua.
I pavidi Leghisti, che non sanno un cazzo di come gira il mondo fuori dalla pianura padana, sono terrorizzati dal nostro intervento. D'altra parte si sa, i Leghisti hanno paura di tutto: degli immigrati, dell'Islam, degli zingari; loro alla sera si chiudono in casa con l'antifurto appendendo l'aglio alle porte per paura dei vampiri.
Ma in questo nostro governo disastrato c'è una parte politica pavida e inconcludente che avrebbe preferito lavarsene le mani...ma non ne ho ben capito il motivo...
So solo che Libero la chiama "Guerra da matti" e teme che a Gheddafi succeda AlQaeda. Beh, hanno le loro buone argomentazioni in merito, basta vedere cosa è successo in Iraq.
Ma a guardar bene, la loro è una posizione da irresponsabili, da gente che crede che guardando basso e tirando dritto il mondo non si accorga di te.
Poverina, questa piccola pavida destra italiana, che non ha ancora capito che in questo mondo piccolo bisogna prendersi delle responsabilità.
Questa guerra non si doveva fare e Gheddafi già da tempo non dovrebbe essere stato a capo della Libia: abbiamo perso un'altra occasione.
lunedì 14 marzo 2011
L'idiotpolitik del nucleare in Italia
Quand'ero teenager sono stato tentato più volte di provare qualcosa di forte tipo eroina, lsd o pastigliette varie, di occasioni ed opportunità ne ho avute molte.Ma vedere sti poveri tossici arrancare esausti le inutili ore delle loro giornate mi ha sempre fatto una pena tale che dentro di me una vocina diceva "Vuoi davvero rischiare di diventare cosi?".
Così poi è andata a finire che qualche piccolo sfizio me lo sono preso, ma mi sono guardato bene dall'oltrepassare la soglia.
Perchè l'ho fatto? Per buonsenso credo. Provare esperienze allucinogene non era il mio interesse primario. Il rischio non valeva la candela.
Ecco...talvolta basta un po' di buonsenso per inquadrare meglio la situazione.
Quali sono i danni provocati dai tre incidenti nucleari più famosi della storia? (limitiamoci ai più famosi: Three Mile Island, Chernobyl, Fukushima).
Vale realmente la pena di investire miliardi di euro su impianti di terza generazione (che ancora non esistono) mentre l'Idiotpolitik di questo governo ha tagliato gli incentivi all'energia solare mettendo in crisi un settore industriale giovane, moderno ed in rapida espansione.
Perchè ragazzi, diciamocelo chiaramente, quella di questo governo di vecchi retrogradi è proprio IDIOTPOLIK. Si vede che è gente del secolo scorso, questi sono nati agli albori dell'Era Atomica e sono restati fermi a quel periodo.
Preghiamo per il Giappone e preghiamo anche perchè un domani i giapponesi non preghino per noi.
venerdì 11 febbraio 2011
La Lega Terronizza Villa Bartolomea
Da tempo vado in giro a dire che la Lega Nord sta terronizzando il nord italia. Ma che significa terronizzare?Noi nord italiani, ci vantiamo di non avere certi difetti che imputiamo agli italiani del sud (che fanno tutto per raccomandazioni, che una mano lava l'altra, che se è uno della "famiglia" comunque va aiutato, ecc...).
La verità è che queste pecche le abbiamo sempre avute anche al nord, solo che magari le facciamo con maggior pudore e forse in maniera più contenuta.
Ma oggi la Lega nel nord italia sta portando nella politica locale il volto peggiore della politica, con modi ed atteggiamenti degni del peggior politico del sud.
Raccomandazioni e inciuci ci sono sempre stati, ma dalle nostre parti un politico ha sempre dovuto muoversi con cautela e attenzione, ma questa nuova insana genia di amministratori si muove sul territorio proprio come "Paroni in casa nostra" dimenticando che la casa è Nostra e non loro.
Beh, se questi Padani del cazzo credono di far diventare il Veneto come la Calabria si sbagliano di grosso.
Per capire meglio ciò che sto dicendo, leggetevi questo articolo che parla delle vicende del mio comune.
Buon divertimento
domenica 30 gennaio 2011
Tunisia, Egitto e poi...noi?

Intanto, senza che me ne accorgessi, è finito anche il primo mese del 2011.
Questa settimana è stata veramente ricca di avvenimenti e merita di essere ricordata.
In Tunisia la rivolta popolare ha fatto scappare (con l'oro) il presidente Ben Ali, in Egitto Mubarak (lo zio di Ruby) ha fatto un reimpasto di governo sotto pressione popolare, ma le acue non si sono calmate.
La verità è che se per noi la crisi è brutta, in quei paesi nord africani dev'essere proprio pesa. Tenendo conto poi che le loro economie sono legate alle nostre.
Non faccio anticipazioni, ma più che altro per scaramanzia, perchè una mia opinione ce l'ho e non è affatto bellina.
Settimana da ricordare anche per l'Affaire Ruby. Comunque la pensiate una COSA E' CERTA, ed è questa:
Il leader del partito difensore dell'etica cristiana, della famiglia, dei valori cattolici in europa, fa sesso a pagamento.
Il resto lo vedremo.
mercoledì 19 gennaio 2011
Caro elettorato cattolico
Caro elettorato cattolico,e così in questi giorni avremmo scoperto che il porta bandiera dei valori cristiani e della famiglia, nelle sue mura domestiche operava abitudini diverse dal suo predicato.
Già quel giorno, il Family Day, molti avevano notato che i partecipanti di famiglie ne avevano più di una, ma è poca cosa rispetto a ciò che si va disegnando in queste ore.
Però mi dispiace, caro elettorato cattolico, perchè non è bello vedere così mortificato il proprio avversario, vederlo annichilito e tradito dalla persona su cui aveva riposto la propria fiducia.
Chissà cosa diranno del proprio idolo al prossimo Meeting di Comunione e Liberazione...credo che quest'anno ci andrò anch'io "di nascosto per vedere l'effetto che fa".
Vedi caro elettorato cattolico, oramai sei adulto e vaccinato, dovresti riuscire a riconoscere chi predica bene e razzola male, eppure ancora ci cadi dentro. Basta che uno qualsiasi usi le parole magiche "no all'aborto", "no all'eutanasia", "no alle coppie di fatto". Ecco che la ragione ti si spegne ed i tuoi principi diventano ciechi ideali da perseguire.
Dimenticando che il Cristo ha detto che "Il sabato è per l'uomo, non l'uomo per il sabato" intendendo dire che la legge è fatta per servire l'uomo e non il contrario.
Il mondo è diverso, la gente si ama in modo diverso e secondo me c'è anche spazio per valori diversi che comunque seguono la tolleranza e la convivenza civile: vivi e lascia vivere, non è mai stata una cattiva lezione.
Caro elettorato cattolico, la prossima volta che scegli una guida politica, prima di ogni altra cosa, preoccupati della sua integrità etica. Non dovrebbe essere difficile, se davvero conosci la lezione del Cristo.
PS
ma sopratutto, non farti prendere per il culo in questo modo. Zio Skin!
sabato 15 gennaio 2011
L'illusione di conservare il posto di lavoro
Ieri alla Fiat hanno votato per l'adesione al nuovo accordo. Hanno vinto i si e così, come a Pomigliano, il Marchionne avrà carta bianca per far quel che vuole. Mi limito a questo appunto e non ci provo nemmeno a mettere in ordine tutti i motivi per cui i dipendenti Fiat hanno sbagliato a dare il si.D'altra parte, se ne vedranno presto le conseguenze...è facile essere profeti in queste cose.
E devo anche ricordare un'altra cosa: la totale mancanza della presenza del governo in questa fase.
Non mi piace questo governo, non mi piace Berlusconi e i suoi ministri, una sorta di satrapi orientali che si fanno vedere solo a far proclami.
Ps Ieri il Silvio ha detto che non vede l'ora di entrare in tribunale per poter difendersi. Anch'io.
martedì 28 dicembre 2010
I ladri a casa di Zaia
Alla vigilia di Natale, Luca Zaia presidente del Veneto si è ritrovato i ladri in casa.Quattro simpaticoni incapucciati hanno disattivato gli allarmi ed hanno sconquassato una delle abitazioni del presidente magari incarogniti per lo scarso bottino.
Avevano disattivato i sistemi di sicurezza, ma non quelli di sorveglianza e così sono stati ripresi durante le loro malefatte. Qui sta il punto e poi lo riprendiamo.
Il Zaia si è lamentato per la scarsa certezza delle pene che lascia liberi questi professionisti del furto. Ha le sue ragioni ma dimentica un passaggio: i ladri, prima di condannarli, BISOGNA PRENDERLI.
Nel mio comune ( Villa Bartolomea ) una derelitta giunta PDL-LEGA spende 150.000 in 5 anni per un sistema di telecamere che SORVEGLIA il centro del paese (palazzo comunale, scuole, palestre, monumenti) questo mentre stagionalmente I LADRI, entrano nei cortili a rubar automobili, razzolano i soldi nei cassetti delle fabbriche in zona artigianale o, come è successo a Zaia, colpiscono le case isolate.
Nella provincia di Verona il partito di Zaia ha fatto bella mostra di se riempiendo i comuni di telecamere e chiamando queste azioni SICUREZZA, quando invece si tratta di mera SORVEGLIANZA.
Quando questi omini verdi capiranno che la sicurezza è investire soldini nelle forze dell'ordine, aumentandone gli organici, aumentandone la loro presenza attiva sul territorio, forse solo allora avranno i loro buoni motivi per prendersela con i magistrati che liberano i malfattori.
Ma caro presidente, i ladri bisogna prenderli, non farci il film.
giovedì 21 ottobre 2010
Il Governo del Fare ( Male )

Capisci dove finiscono le buone intenzioni e inizia la propaganda quando vieni a conoscenza di fatti come QUESTO.
Ma prima di leggerlo, vorrei considerare il fatto di come in questa benedetta nazione venga realizzata male anche la migliore delle idee.
Un governo, qualsiasi esso sia, non deve solo preoccuparsi di FARE, ma deve anche preoccuparsi che venga FATTO BENE. Altrimenti ogni suo sforzo sarà vanificato dalla Burocrazia e dagli incompetenti ( che magari lo stesso governo ha insediato nei ruoli dirigenti).
martedì 14 settembre 2010
La verità sulla scuola di Adro.
Un titolo altisonante per un post inutile che certamente non cambierà le cose. Comunque sia la storia è questa, così come l'ho ricostruita.Oscar Lancini, come sindaco non credo che sia un cattivo amministratore, in effetti ha ben pensato di dare il vecchio edificio scolastico ad una impresa edile in cambio di uno nuovo di zecca (messa così è un'operazione semplice e geniale). vedi
Ma per completare la scuola mancavano parte dei soldi per gli arredi, così i cittadini fanno colletta e completano il tutto. Ora Adro ha una scuola elementare nuova di zecca, antisismica e con tutti i crismi di legge. Peccato che sia tappezzata, sui banchi, sulle finestre e non so più dove, del verde simbolo del Sole delle Alpi, ovvero il simbolo della Lega Nord.
Il Sindaco Lancini sostiene che è un caso, perchè quel simbolo appare nella tradizione della zona già dal 1600, ergo fa parte del patrimonio culturale della zona, insomma, è un riappropriarsi delle proprie radici.
Mettiamo anche che sia così. Ma perchè all'inaugurazione non è stato esposto il tricolore? Secondo Lancini vedi durante il programma "L'Infedele" su LA7, è stato un gesto di protesta per la "mancanza dello stato" perchè la scuola se la sono dovuta fare con i soldi del comune e non hanno avuto l'aiuto di nessuna delle istituzioni.
Ora, sorvoliamo sull'abuso del simbolo leghista messo in ogni dove negli ambienti scolastici, sorvoliamo pure sui crocifissi imbullonati (che è una sciocchezza parlarne) veniamo al punto.
a) Chi c'è al governo di Roma? Ci sta la Lega (il partito di Lancini, quello che la stragrande parte dei cittadini di Adro ha votato) ed i suoi alleati. E' l'ammissione che la politica del Governo è latitante sulle necessità della scuola italiana.
b) Chi governa la Regione Lombardia e la provincia di Brescia? Gli stessi partiti (quindi anche la Lega) che governano a Roma. Ma non solo! Vengo a sapere dalla bocca dell'Assessore (durante una puntata di Report o di PresaDiretta non ricordo bene e non sono stato capace di recuperarla nel web) che la Regione Lombardia destina alle scuole private 80% dei fondi allo studio, lasciando alle scuole pubbliche il 20%. Vedi
Basta questo per capire perchè la popolazione di Adro non riusciva ad avere i soldi per una nuova scuola. Perchè le persone che loro (cittadini di Adro) hanno votato, i soldi li danno alla scuola privata, quella che costa 7mila euro all'anno per alunno.
Devo aggiungere altro?
lunedì 6 settembre 2010
Mirabello e il Rubicone

Qualcuno, qualche volta, mi ha consigliato di guardare i simboli per capire come stanno le cose.
Ieri guardando il primo raduno di Futuro e Libertà a Mirabello, mentre ascoltavo il discorso del Fini, ho notato sul lato del palco uno striscione con scritto "Il Rubicone c'è".
Ed allora ho pensato che forse ci siam sbagliati nel vedere all'interno del triumvirato Berlusconi-Fini-Bossi il primo vestire i panni di Cesare.
Per un attimo, mentre Fini parlava, ho visto il Silvio vestire i panni di Pompeo.
Ma per essere sincero, ancora non vedo in Fini il Cesare destinato a riformare la Repubblica e fondare le basi dell'Impero e ancor meno vedere il Bossi nei panni di Crasso.
domenica 25 luglio 2010
Ricordi di Fine Repubblica

Dopo un lungo tempo passato a trascurare questo blog, ci ritorno in questo quart'ora libero per chiarirmi un po' le idee, o per aggiungere caos alla confusione imperante: come preferisci.
E' di ieri la dichiarazione del presidente Napo che condanna i comitati d'interesse presenti nelle istituzioni parlamentari e di governo: oddio, personalmente il Presi mi ha tolto le parole di bocca.
A partire dal porcellum Calderoli, questa maggioranza di governo (ben sostenuta da un'opposizione inetta) ha trasformato il parlamento (l'unico organo direttamente eletto dai cittadini) in un'assemblea di Nominati dai partiti. Il risultato si è visto e lo stesso Silvio se n'è lamentato dicendo che è inutile, che rallenta l'azione del governo: beh, con le sue liste elettorali, se l'ha riempito di servi stupidi ora di che si lamenta?
Silvio dice anche:"Il presidente del Consiglio non ha nessun potere perché la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio fascista e quindi tutti i poteri sono stati dati al Parlamento e non al premier” Maddai? E gli sembra una roba stupida?
Che poi il Presidente del Consiglio non abbia nessun potere è una delle tante mezze verità del nostro premier. Come quella delle toghe rosse; non metto in dubbio che esistano toghe rosse (anche se personalmente non le ho ancora identificate) la verità non detta dal nostro giovane Presidente del Consiglio sono le toghe azzurre (che il CSM invece ha perfettamente identificato).
E poi c'è il libero mercato, che grazie ad una totale assenza di una politica di governo è così libero che fa quel cazzo che gli pare (vedi Fiat in in Serbia) e meno male che abbiamo eletto un imprenditore che queste cose dovrebbe saperle.
E il federalismo? Mi spiace per i i miei amici leghisti che non si sono accorti che il Tremonti ha di fatto messo una pietra tombale sul futile sogno padano.
E poi mi sono stancato. La verità della situazione è davanti agli occhi di tutti, lampante e luminosa come la sua allegoria. Chi non la vede è perchè ancora si illude di aver votato la parte giusta e non vuol ammettere d'aver preso una fregatura.
Quel che è peggio è che questo vale sia per i partiti di maggioranza che per quelli di opposizione. A questo punto ogni cittadino dovrebbe fare la propria parte riportando i propri referenti politici all'ordine (specie chi ha votato questa maggioranza).
Che vuoi farci...io la vedo così.
della serie "poche idee e ben confuse"
martedì 2 giugno 2009
Iscriviti a:
Post (Atom)







