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domenica 13 maggio 2012

Il Manager prossimo venturo

Le aziende, piccole o grandi che siano, sono fatte di persone. Sono le qualità delle persone, la loro strutturazione gerarchica e le relazioni tra di esse che, di fatto fanno l'azienda. Spesso, sopratutto nelle aziende della old economy, esperienza, competenza e capacità sono considerati elementi premianti nell'ottenere posizioni chiavi. Il punto debole di questo metodo, sembra sia il  fatto che oggi in molte aziende, nelle posizioni chiave, ci siano manager che vengono ancora pesantemente condizionati dai mass media tradizionali e faticano a vedere e capire le potenzialità del web che richiede per loro un approccio diverso, che forse non hanno mai considerato.
All'interno dell'azienda, la comprensione delle potenzialità dell'offerta digitale diventa perciò una scelta consapevole del manager o imprenditore che deve far propria questa cultura e approcciarsi attivamente con essa in modo di entrare a pieno titolo in quell'ecosistema chiamato Enterprise 2.0.

Il concetto di Impresa 2.0 intende l'insieme di approcci organizzativi e tecnologici basati sul coinvolgimento diffuso, la collaborazione e la condivisione, con lo scopo di favorire lo sviluppo di reti sociali interne ed esterne all'organizzazione che, interagendo creano un flusso di dati e informazioni utili per capire lo stato delle cose e raccogliere informazioni utili per la vendita di prodotti o l'immagine dell'azienda.

Questo significa che sono necessarie competenze specifiche indirizzate alla tecnologia digitale, ed al suo utilizzo; purtoppo, nonostante la congiuntura economica, la domanda di persone con reali competenze digitali e alta, ma l'offerta è ancora ridotta a pochi professionisti che, investendo nel proprio si sono informati nel settore operando con serietà e competenza.

Knowledge governance e dintorni

lunedì 7 maggio 2012

Perchè regalare clienti a Facebook?

Nei prossimi anni vedremo un grosso espandersi della diffusione di dispositivi portatili quali smartphone e  tablet, un po' dura la vedo per i netbook che, a rigor di logica, dovrebbero vedersi rimpiazzati dai più comodi tablet. A questo, possiamo aggiungere che, sebbene non lo vediamo, nascono nuove piattaforme e nuovi protocolli che ogni giorno amplificano, velocizzano, migliorano il rapporto tra le diverse entità della rete.

Questo mutare delle cose fa si che i modelli di marketing tradizionale non siano più validi, perchè cambia pesantemente il rapporto che il cliente ha con il produttore e viceversa. la rivoluzione del web2.0 iniziata dieci anni fa ed ora forse giunta a sua completa maturazione, ha dato agli utenti il potere di creare contenuti web, facilitando lo scambio interpersonale di opinioni. Se teniamo conto che i due terzi degli internauti frequenta social network di vario genere, potete rendervi conto come questo passa parola possa avere effetti positivi o negativi a seconda dei casi.

Teniamo poi conto che il web delle directory, delle categorie è defunto e tutte le sue dinamiche interne si  muovono sulla logica delle parole chiave, delle app che creano un sistema interconnesso con un potenziale veramente incredibile.

E' un mondo che fatica ad essere compreso dalle piccole e medie aziende che potrebbero trovare in questa realtà un modus per farsi conoscere sul mercato ed ai potenziali clienti. C'è da tener presente che questi potenziali non si limitano ai social network, anzi, necessitano d'essere integrati con siti di proprietà dove l'azienda può costruire un suo dialogo privilegiato ed interattivo con i propri referenti e poi, magari, utilizzare i social network come veicoli di diffusione dei messaggi.

Il valore gli utenti "portati a casa" viene spesso sottovalutato, affidarsi a servizi terzi, magari gratuiti, si paga con la perdita o la condivisione di quelle informazioni che in realtà sono le più importanti nei modelli competitivi di oggi.

Quello che gli esperti segnalano, il problema da risolvere, non è tanto la mancanza di investimenti delle aziende nelle nuove tecnologie mediatiche, ma la mancanza di un cambiamento culturale ed organizzativo che possa trovare in queste nuove opportunità un suo utilizzo adeguato generando risultati apprezzabili.

Leggi il marketing su Facebook

martedì 27 settembre 2011

Il Mio Pensiero e il Comma 29

Leggendo i giornali, consultando internet, guardando la tv, ascoltando la radio, oramai mi sono fatto convinto che il Presidente del Consiglio è un puttaniere (ovvero pratica con una certa assiduità sesso a pagamento), mi sono fatto altresì convinto che il Presidente Berlusconi è (o era) circondato da persone che gli procuravano questo "divertimento". Tra le altre cose, mi sono persino fatto l'opinione che il nostro premier fosse ricattato da queste persone che conoscevano il suo turpe segreto.

Ma in verità, io non so se Silvio Berlusconi frequentava/frequenta prostitute. Intimamente sono profondamente convinto che lo facesse, ma se mi chiedete di dimostraverlo, non posso far altro che mostrarvi articoli di giornale, pagine di internet, servizi televisi: personalmente, io non ho mai visto il premier in atteggiamenti sconvenienti con chicchessia.

Purtroppo io, in questi mesi, non ho potuto fare a meno di leggere materiale sufficiente per farmi convinto che Silvio Berlusconi è un puttaniere. Mi dirai, e dove sta il problema?

Il problema è che a me non piace pensare che il primo ministro della nostra nazione sia un puttaniere; non mi piace pensare che il leader di un partito che, rompendo gli zebedei con le prese di posizione sui matrimoni di fatto, testamento biologico e che si presenta come il baluardo dei valori cristiani, se la spassi con una qualsiasi maddalena gli passi davanti.

Non so se è chiaro, ma il fatto è che io sono convinto (non riesco fare a meno di pensare che) Silvio Berlusconi si sia macchiato di comportamenti immorali indegni della carica che riveste come Presidente del Consiglio ( se poi i cattolici del PdL vogliono tenerselo, per me sono affari loro ).

Ripeto, io non ho mai visto Berlsuconi andare a puttane, ma dalle notizie che ho appreso dai media ormai ne sono convinto.

Il guaio è che ora l'ho scritto su questo post e l'ho portato a vostra conoscenza; proprio quando in parlamento torna il famigerato DDL Intercettazioni ed il suo articolo 1 comma 29 ( l'ammazzablog).

Se il DDL passa così com'è, il Presidente Berlusconi o chi per esso potrebbe richiedere una rettifica a questo mio post se ritenesse che il contenuto sia offensivo nei suoi confronti: pena una multa fino a 12mila euro.

Ecco qual'è il problema...ora come faccio rettificare il mio pensiero senza rinunciare a manifestarlo?
Se io, in virtù di ciò che ho letto su media nazionali ed internazionali, ho l'intimo convincimento che il Premier è un puttaniere, come faccio a rettificarlo?

Era mejo se stavo zitto? Come si usa fare in Cina, Corea, Iran? (ne ho prese tre a caso)

Tu cosa mi consigli?

sabato 9 luglio 2011

il Web e Agcom: come è andata a finire

Dopo la marea di proteste qualcosa è migliorato anche se l'Agcom non è proprio ritornata sui suoi passi per quanto riguarda la rimozione di contenuti protetti da copyright sul web.

In pratica, a questo punto l’AgCom assume l' inedito ruolo di poter cancellare dal Web contenuti considerati illeciti. Il testo della delibera ancora non è stato ultimato, e comunque non sarà quello definitivo. Seguiranno  infatti 60 giorni di consultazione pubblica, nei quali AgCom ascolterà tutte le parti interessate, prima di prendere una decisione che arriverà probabilmente solo a ottobre.
Questa piccola vittoria del movimento in rete (e non solo) ha fatto fallire il progetto di Agcom e dell’industria del copyright, che intendevano fare una delibera lampo, entro luglio. Inoltre, sempre a seguito delle infervorate proteste, non chè delle minaccie di ricorsi legali, Agcom rinuncia alla facoltà di oscurare direttamente un sito Web. Secondo questo nuovo testo, gli ambiti di azione di Agcom si divideranno in siti italiani e stranieri con un modus operandi diverso a seconda dei due casi. Sono comunque esclusi: “I siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro; l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; l’uso didattico e scientifico; la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuocia alla valorizzazione commerciale di questa”.

Vediamo ora nel dettagli oqueste due differenze di comportamento identficate dal Garante (maddechè?).

Per i siti italiani, il detentore di diritti d’autore deve chiedere al sito di rimuovere entro quattro giorni un contenuto che considera illecito. Se si ritenesse che l'esito della richiesta fosse insoddisfacente per una delle parti, questa potrà rivolgersi all’Autorità, la quale, dopo un trasparente contraddittorio della durata di 10 giorni, potrà impartire nei successivi 20 giorni (prorogabili di altri 15) un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali oppure il loro ripristino, in base a quale delle richieste rivoltegli risulti fondata. Se Agcom ritenesse che il contenuto è davvero illecito, chiederà al sito di rimuoverlo ed, in caso di rifiuto, lo multerà fino a 250 mila euro. Comunque sia, il sito potrà rivolgersi al Tar del Lazio per opporsi alla multa. La procedura si blocca se una delle due parti si rivolge alla magistratura.

Per quanto riguarda i siti esteri Agcom aveva l'intenzione di oscurare direttamente i siti esteri che fossero ritenuti violatori di diritti, perché non sarebbe stata in grado di multarli: è questo potere che, più di ogni altro, gli ha fatto valere l’accusa di “censore” del Web. Ora, invece, l'Agcom ha rinunciato a questo potere da Judge Dredd e seguirà una pratica simile a quella dei siti italiani sino al contraddittorio,  alla fine del quale, AgCom manderà solo alcuni avvisi ai provider Internet, che saranno liberi di oscurare o meno il sito. Se lo riterrà opportuno, AgCom si potrà rivolgere poi alla magistratura, a cui spetteranno ulteriori misure.



Ma secondo l'avvocato Sarzana di sitononraggiungibile.it restano ancora due forti pericoli che pendono come una spada di Damocle sul web.

Resta infatti un forte deterrente a carico dei provider, che potrebbero oscurare lo stesso il sito per evitare che poi la magistratura li consideri corresponsabili della violazione del copyright. Inoltre, AgCom intende mandare una segnalazione al governo, dai contenuti ancora non definiti, nella quale potrebbe richiedere nuovi strumenti per agire contro i siti esteri.

Dunque, nonostante un netto miglioramento rispetto alle intenzioni dell'Agcom, resta il fatto che l’industria potrà rimuovere adesso in modo più veloce i contenuti sgraditi, senza bisogno di ricorrere alla magistratura (Ma almeno si è evitato che si rimuovessero interi siti). Questo, sempre che AgCom abbia le risorse per seguire tutte le segnalazioni.
In realtà è questa la grande incognita finora sottovalutata. Non a caso, a quanto risulta, Agcom intende chiedere allo Stato maggiori risorse (più persone) per gestire il nuovo apparato...ma perchè 'sti soldi non li chiede ai detentori di diritti?

martedì 5 luglio 2011

Manca poco al Copyright Enforcement dell'AGCOM

Mentre scrivo, mancano pochi minuti al copyright enforcement dell'AGCOM che va a seguito del Decreto Romani che ha portato (e male) le regole della televisione su internet. Forse non hai chiaro di cosa sto parlando, se è così leggiti prima questo articolo di Guido Scorza su Punto Informatico.
Se invece, come credo, in relatà ne sai quanto me, se non più di me, ti prego di seguirmi in questa mia semplice, banale e forse popu-qualunquista riflessione.

Ora, a scanso di equivoci, diciamocelo chiaro e senza ipocrisie, tutto questo can-can dell'Agcom e del Decreto Romani è stato fatto perchè a Mediaset e società collegate (leggi Endemoll) non piace che YouTube e similia facciano quattrini mettendo la pubblicità sulle immagini postate nelle loro pagine.

E Mediaset ha ragione. Ha ragione da vendere. Che ci fanno le tette e i culi del Grande Fratello o le stupidate di Paperissima o le schiocchezze di Striscia la Notizia o Le Iene su You Tube? Voi che le avete messe, toglietele per favore, è tutta roba inutile, banale, in giro per il mondo ne trovate a tonnellate di quelle robe li.

Credo sia già il secondo post che dedico all'argomento e in cui lancio questo appello: fate sparire Mediaset dal Web. Rimuovetela, cancellatela, non citatela, fate finta che nemmeno esista, fatela diventare una non-azienda.

Se i detentori dei diritti vogliono che le loro opere cadano nell'oblìo è esattamente quello che si meritano.

Quello che posso dirvi riguardo a Mediaset è che, non so per quale motivo e nemmeno mi interessa, da più di un mese il mio decoder (quello voluto da quella mente eccelsa del Gasparri) non prende Rete 4, Italia 1 e Canale 5.
Credete che mi sia preso la briga di risintonizzarlo? Ho scoperto che posso vivere tranquillamente senza le reti Mediaset e i loro programmi. Tanto il Doctor Who lo fanno su RAI4!

mercoledì 29 giugno 2011

l'AGCOM e il JUDGE DREDD



Che già dal titolo ti stai chiedendo: che centra l'AGCOM, il garante delle comunicazioni, con il GIUDICE DREDD? Intanto ripassiamo un po' di storia del fumetto ed andiamo a vedere chi è Dredd.

Il Giudice Dredd è un personaggio apparso nel comic magazine inglese 2000A.D. sul finire degli anni '70, ambientato in futuro lontano dove la popolazione mondiale era ristretta in gigantesche megalopoli, l'ordine pubblico era gestito dall'ordine dei "Giudici" che rivestevano nella loro carica il ruolo di poliziotto, giudice e carnefice (se necessario), una delle formule possibili per il processo breve, tanto per capirci.

Ora, dalle informazioni che sono riuscito a racimolare e mettere insieme, dal prossimo 6 luglio 2011, l'AGCOM potrebbe diventare la figura perversa inventata dai geniali cartoonist britannici nell'era Tatcher.
Con i l pretesto di tutelare il copyright, l'AGCOM si prende, con questo nuovo regolamento, il potere di fare da giustiziere e impedire l'accesso agli utenti italiani ai siti (a suo avviso) interamente adibiti alla violazione del copyright o i cui server sono posti all'estero previa segnalazione.

Che l'AGCOM possa arrogarsi questa autorità è messo in dubbio da molte parti, non solo, ma si ritiene anche che l'Agenzia non sia in grado di gestire il carico di lavoro che deriverà dal gestire le segnalazioni e che ci sarà un forte rischio di colpire "innocenti".

Per chiariti meglio le idee ti rimando ad un interessante articolo di Guido Scorza su Wired


sabato 14 maggio 2011

Facebook sta passando di moda?


Che nell'aria ci sia qualcosa di pesante lo avevo intuito da un pezzo, ma sono solo intuizioni e talvolta ci si può anche sbagliare, ma alcune vicende, peraltro in evoluzione raccontate negli ultimi giorni mi fanno pensare d'aver visto giusto (o di esserci andato vicino).

Per prima cosa c'è la vicenda che vede Facebook accusato da Google di aver ordito una campagna diffamatoria accusando il motore di ricerca di violare la privacy dei propri utenti (vedi articolo).

Poi c'è un articolo apparso su Wired che preannuncia la fine del web quale noi lo conosciamo...leggi

E infine c'è questo bell'articolo del Fatto quotidiano che racconta uno scenario che sembra stia prendendo piede tra le giovani generazioni. (leggi).

Si potrebbero fare molte considerazioni a proposito. Quella che mi sembra più corretta è che certamente il diffondersi dei dispositivi portatili (tablet e smartphone) e conseguentemente l'uso delle app e del cloud computing, sta effettivamente cambiando l'approccio alla rete e sta mettendo in crisi alcuni sistemi "tradizionali".

Che poi questo possa decretare la fine di Facebook sinceramente non mi azzardo a prevederlo; potrebbe anche essere che facebook riesca ad addattarsi al cambio di costumi.

Ma se nel futuro prossimo si parlasse un po' meno di questo socialnet non mi farebbe grande maraviglia, in fondo, questi posti virtuali sono come i locali pubblici dove ti ritrovi con gli amici, vanno di moda qualche anno e poi, appena ne aprono uno nuovo, ecco che gli avventori si buttano nel nuovo giro trasferendosi in massa: quello che io chiamo l'effimero del virtuale.

Per me, io uso meemi e che Dio glie ne renda merito.

mercoledì 6 gennaio 2010

Ma senza YouTube...


Come tante cose che ci sono, ad esempio la Libertà, dai per scontato che ci siano e che debbano esserci. Ma le cose non stanno proprio così. Ora che ci sono social net carini e appassionanti, sopratutto gratuiti come facebook o youtube, ti sembra di non poterne farne a meno, anzi, talvolta ti sembra pure di perdere qualcosa quando non riesci ad accedervi.
E forse questa tua sensazione è giusta. Lasciamo da parte il fatto che in realtà usi FB e YT per riempire il tuo tempo libero di cazzate (questi sono affari tuoi) ma io ricordo un tempo in cui per cercare un disco, che nemmeno sapevi che musica conteneva, dovevi affidarti alle insipide recensioni di criticazzi parolai venditori di sogni e poi sfoglaire immensi cataloghi dei distributori con la speranza di trovarlo.
Ricordo pure il tempo in cui sentivi parlare di film fichissimi che non avresti mai visto perchè non passavano nelle sale dalle tue parti o non riuscivi a trovare il vhs; oppure quando per parlare con un tuo amico lontano contavi i minuti della telefonata e ti sentivi rimproverare per la bolletta salata.
Era un epoca in cui, sevolevi veicolare le tue idee, ti armavi di colla, forbice e fotocopiatrice e ti creavi una fanzine che veniva letta, se andava bene, si e no da un centinaio di persone, spedita per posta a costi esorbitanti (rispetto la tua paghetta).
Ma quei bei tempi sono finiti, ora abbiamo tutto o quasi a portata di mouse. Se non è età dell'oro questa!
Ma ci sono i detentori dei diritti, ci sono coloro che temono che i social net aiutino a veicolare ideologie violente, coloro che odiano il "gratis" perchè ritengono che tutto vada pagato sino all'ultimo centesimo ora e adesso. In fondo hanno anche le loro buone ragioni.
Ma la verità è che questi signori, che bene o male sono gli stessi che hanno voluto questo stracazzo di mondo globalizzato, ora si sono accorti che non riescono a gestirlo proprio bene come intendevano, che la puledra gli è scappata di mano e ora faticano a tner la briglia.
Perchè grazie al network e ai socialnet, ora possiamo scegliere, ma sopratutto, possiamo visionare il prodotto prima di pagarlo e qusto rende alla loro ottusità le cose più difficili.
Il resto lo possiamo fare solo noi con la nostra intelligenza, perchè Libertà equivale a responsabilità, perchè purtroppo, una delle leggi base di questo universo (oltre a quella di gravità) è che comunque ogni cosa ha un prezzo.
Ma forse tu sei uno di quelli che preferisce più tranquillità e che, piuttosto che correre rischi, preferisi che siano altri a decidere per te su certe questioni (tu hai cose più importanti a cui badare). Beh...non sai cosa ti perdi.

domenica 15 febbraio 2009

Benvenuto Grande Fratello


La giunta comunale del mio paesello, fedelissimi del governo di Arcore (ma sopratutto di quello di Pontida) ha ritenuto utile investire qualche centinaio di euro per la nostra sicurezza installando alcune telecamere nel centro. Per commentare il fatto ho realizzato questo disegnino che la dice lunga sull'utilità di questi strumenti nel nostro borgo.

martedì 22 luglio 2008

Quando arrivò il topo


Un altro brillante articolo di Luigi Bruno preso da un'altro Totem del 1984. Da notare l'entusiasmo del giornalista di fronte a tanta maraviglia e il suo imbarazzo nel descrivere oggetti e cose che sino ad allora nessuno aveva mai visto ne concepito. Sembra un'articoletto del menga, in realtà annuncia lo sbarco in Italia dei primi Mac

Un miracolo 25x25 di Luigi Bruno

Occupa più o meno, sul vostro tavolo, lo spazio di una vaschetta portadocumenti. Si chiama Macintosh, ed è l'ultimo personal computer della Apple. E' il primo personal computer di una nuova razza: il computer che si può usare solo se di computer non se ne capisce niente. Tutti i comandi vengono richiesti con semplici domande in italiano e le vostre risposte sono rappresentate da simboli familiari: matita, pennello, gomma, cestino, forbici, colla. Uno speciale aggeggio, chiamato topo, mouse, registra lo spostamento e la pressione del vostro dito indice, e quello che indicate viene portato sullo schermo ed eseguito. Perchè nei 25x25 centimetri c'è proprio tutto: video, floppy disk, orologio ed altoparlante. Accanto, una semplice tastiera da macchina da scrivere ed il topo.

Stando sul vostro tavolo può fare di tutto. Anche funzionare come sveglia parlante, visto che ha un generatore di suoni polifonico in grado di riprodurre la voce umana. Vi fa disegnare o scrivere, oppure disegnare e scrivere, e poi stampa i vostri lavori. Quasi con l'esattezza di una fotocompositrice compone testi in più di dieci stili: dalla macchina da scrivere al gotico, dall'extrabold all'outline, dal tipo garamond al classico bastoni, con corsivi, sottolineature ed ombreggiature, in una vasta gamma di corpi, mischiando testi e disegni.

Per disegnare basta far scorrere il dito sul tavolo con il topo. Ovviamente cose semplici, come cerchi, quadrati, ellissi, rombi, sfere, triangoli, torsioni, rotazioni e spostamenti li fa da solo. Una volta disegnato, dispone di 36 diversi retini, dai mattoni ai puntini, per riempire. Il tutto verrà poi stampato fedelmente. E poi scrivere lettere, circolari, relazinoi, progetti, bilanci. Seguire tutta lavostra attività dai conti bancari alle fatture ai tempi di lavoro e di divertimento. Senza dimenticere che tutti i programmi sono in italiano, e che è stato appositamente progettato per funzionare con chi i computer non ha proprio idea di come farli funzionare.

mercoledì 11 giugno 2008

Le meraviglie del Progresso

Quello che segue è un articolo di Luigi Bruno pubblicato nella rivista TOTEM nel 1984. E' una chicca tutta da gustare, ti da un idea di ciò che cambiato negli ultimi 25 anni.

Suoni e colori con il computer di Luigi Bruno

Per chi, entusiasmato da Tron e dalle pubblicità televisive realizzate al calcolatore, voglia provare a fare un po' di grafica al calcolatore, è arrivato lo strumento giusto che unisce un prezzo moderato per una prestazione sino adesso riservata a macchine cinque volte più costose. Si tratta del nuovissimo Commodore 64. Saltiamo a piè pari tutte le particolarità tecniche che per noi sono come arabo, per arrivare alle possibilità di uso che un inesperto può trarne.

Il Commodore 64 utilizza il vostro televisore a colori per disegnare su un campo di 320x200 punti (o pixel) cioè 64.000 punti, colorabili a gruppi di 8x8 punti, oppure su un campo di 160x200 punti colorabili con quattro colori ogni punto. I colori base sono 16, con 255 combinazioni possibili di colori.

Il calcolatore è inoltre programmato per memorizzare 13 oggetti grafici, ognuno formato da 504 punti colorati che possono apparire, scomparire, muoversi, ingrandirsi, sovrapporsi e modificarsi a piacimento e autonomamente.

Il Commmodore 64 ha poi già in dotazione 52 caratteri grafici elementari. come rette, curve, angoli, cerchi, disponibili sulla tastiera e utilizzabili con la semplice pressione di un tasto.

Altre possibilità creative del Commodore 64 si trovano nel campo della musica e dei suoni. Il sintetizzatore del computer dispone di tre generatori di suoni da 0 a 4Khz ognuno completamente indipendente dall'altro, ognuno dei quali ha una scelta di quattro forme d'onda per le 95 note della scala musicale che può emettere.

Per ciascuna frequenza emessa è possibile selezionare l'intewrvallo di tempo che la nota impiega per raggiungere la massima intensità di volume scelta, il tempo di durata della massima intensità ed il tempo di ritorno alla minima intensità. Naturalmente con filtri di frequenza e risonanza variabile. Oltre a far di conto ed a scrivere libri.

Tutto questo con una semplice e confortevole tastiera in plastica marroncina più leggera di una comune macchina da scrivere, con dentro tanti aggeggini giapponesi e americani , dal costo di 975 mila lire più iva. Tutto compreso, perchè per la grafica si collega ad un semplice televisore, per i suoni al vostro stero e per immortalare i programmi elettronici delle vostre creazioni ad un banale registratore di cassette. Quando avete fatto un lavoro basta riversarlo su una cassetta, quindi se volete riutillizzare qualche particolare o cambiare un colore qui ed uno là, basta richiamare il lavoro dalla cassetta.

Applicazioni? Suoni e colori di tutti i tipi. Ad esempio studio della composizione dei colori per un manifesto, una copertina o una stoffa, potendo cambiare ogni colore a piacere senza dover rifare tutte le volte il lay-out.

martedì 13 maggio 2008

Pubblicità e Fumetti n°3


Un altro conturbante Manara per questa curiosa campagna Clear del secolo scorso, ma lo fanno ancora il Clear?
Già che ci sono ti segnalo questo articolo su Punto Informatico che elenca i vincitori, con relative motivazioni del Big Brothers Awards 2008. Un premio e un articolo molto interessante che può farci riflettere su molte cosette.

Invece, se vuoi vedere altri esempi dove la pubblicità incontra il fumetto >>>

venerdì 19 ottobre 2007

La Cina è vicina!


Non mi sto certo riferendo al dumping commerciale o all'esercito di immigrati che silenziosamente popolano le nostre metropoli. Cina è anche sinonimo di censura ferrea, controllo statale, potere burocratico.


Dopo questa piccola introduzione, mi limito a indirizzarti verso il sito di PUNTO INFORMATICO dove c'è l'ennesima notizia inquietante relativa al web.




Non perdetela! Certamente riguarda anche te!

sabato 8 settembre 2007

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