martedì 14 giugno 2011

La vittoria dei quattro referendum


E così, lo scorso week end, tra una gita e una pizza abbiamo trovato pure il tempo di mandare a puttane la programmmazione industriale del governo. Non so se ci avete fatto caso, ma i tre argomenti su cui abbiamo votato, erano tra gli argomenti cardine della politica economica di questo governucolo.
Ora vorrei fare, (cercare di fare) una riflessione sulle parole del Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia prima del voto (da Avvenire):

Se vincessero i quesiti relativi all'abrogazione dell' affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, spiega Marcegaglia, "andremmo indietro di 20 anni su quel poco che abbiamo fatto sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali". "La nostra posizione è nota: l'acqua è e deve rimanere pubblica - aggiunge Marcegaglia -, ma la gestione va liberalizzata". A chi gli chiedeva se l' esito della consultazione potrà avere ripercussioni in borsa, per le società quotate, Marcegaglia ha risposto: "È possibile ma spero di no".
A parte il fatto che anche il trattamento economico dei lavoratori dipendenti è arretrato di vent'anni quindi casomai ci sarebbe un' "armonizzazione" del sitema.
Ma letto così, il discorso della Signora Emma non è poi proprio insensato, solo che...quando sono state dette queste parole, c'era quell'articolo sull' “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

Ma che vogliono alla Confindustria? Il Salario Minimo Garantito? Quello che hanno tolto alle loro maestranze?
Se gli Imprenditori italiani vogliono investire nell'acqua possono farlo già da ora. Facendo quello che fanno tutti gli imprenditori nel resto del pianeta: rischiando il proprio capitale e promuovendo la crescita del paese.


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