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giovedì 12 settembre 2013

Jimmy Fontana ha lasciato questo Mondo


Oggi Jimmy Fontana ci ha lasciato per godersi i verdi pascoli del Signore. Non sto nemmeno a raccontarti chi era e che cosa ha fatto, se non lo conosci o non l'hai mai sentito nominare ti può bastare Wikipedia per scoprire la grandezza e l'umanità di questo grande protagonista degli anni '60.
Nel video ti puoi gustare una cover in salsa caraibica de Il Mondo, brano scritto da Pino Donaggio che ha reso celebre al vasto pubblico il nostro compianto Jimmy. Lo realizzai qualche anno fa, ed è uno dei lavoretti che ancora mi entusiasma guardare. Spero lo stesso sia per te.

domenica 30 giugno 2013

Spakka Beach @villabartolomea


Nella giornata di oggi si chiuderà lo Spakka Beach, il torneo di Beach Volley giunto alla seconda edizione che si svolge negli impianti sportivi di Villa Bartolomea.

Iniziato ieri, il torneo vede coinvolte 18 squadre e come spesso succede, l'evento sportivo e agonistico è in realtà anche l'occasione per fare una grande festa popolare condita con insalate, birre, panini, frutta, carne di maiale a go go e buona compagnia.

Perciò se ti capita di essere dalle parti di Villa Bartolomea nella giornata di oggi, ti consiglierei di farti una sosta.

martedì 30 aprile 2013

FUORI DI VESPA III


Il 26 Maggio 2013, a Villa Bartolomea, ritorna il FUORI DI VESPA!!!
Non è un VespaRaduno, è molto di più.
Una Festa all'Aperto con un Giro Panoramico nella Campagna Veneta (per i moto muniti) dove le persone si incontrano e la musica dei THE PELVIS crea la giusta atmosfera di divertimento.
Vieni a Farci un Salto.

giovedì 14 febbraio 2013

La Solitudine dell' Anticonformista



Anticonformista - che non si conforma alle mode e agli stili di vita convenzionali.

Non è facile essere anticonformisti. Non è facile perchè l'anticonformismo, prima d'essere un modo d'essere, di comportarsi, di vivere, è un modo di pensare. Il rischio è che quando un anticonformista cerca di far capire i suoi punti di vista, questi semplicemente non vengano capiti; perché la visione dell'anticonformista è diversa dal suo interlocutore, ed egli sa spesso vedere cose che la controparte nemmeno considera nel suo ragionare.

E' questo che, prima di ogni altra cosa, fa dell'anticonformista un'uomo solo.

Il paradosso è che, quando il pensiero o l'azione dell'anticonformista si diffondono, diventando cosa condivisa con la/dalla società, intesa come l'ambiente in cui interagisce il soggetto, allora per l'anticonformista la cosa cessa d'essere d'interesse. Non gli importa se per farla valere ha sudato sangue, se ha dovuto subire umiliazioni e insulti, ora che è dimostrato che la ragione è dalla sua, ora che può raccogliere il plauso delle folle, eccolo che si alza e lascia il seggio, rivolto già verso un nuovo orizzonte che nessuno ancora percepisce.


Perché l'anticonformismo, quello genuino, non è l'atteggiarsi, è un modo d'essere, di percepire la realtà. E' anche il liberarsi di quelle sovrastrutture di cui l'ambiente ci carica, dove per ambiente intendo società, famiglia ecc...mi sembra d'essere stato chiaro almeno su questo punto.


Perciò quello dell'anticonformista è un viaggio, un processo di evoluzione e di maturazione, fatto spesso di scelte e di conseguenza di rinunce. Non necessariamente è un elevazione dello spirito, ma per forza di cose è un'elevazione della consapevolezza che, in casi estremi può portare anche all'autodistruzione.


In questi tempi di modernità rampante, si fatica a riconoscere la figura di un'anticonformista perché spesso viene confusa con quella più eterea e violenta del trasgressivo, ma mentre quest'ultima è effimera e ben visibile e legata al tempo e alle mode (che si sa, passano), quella dell'anticonformista, per restare fedele a se stessa, muta con mutare delle cose e, nel tempo, sembra cadere in contraddizione; questo non è vero, vero è che l'anticonformista sa evolversi e la sua figura si adatta al mutare dei tempi, sempre diversa ma comunque sempre fedele ai propri principi ispiratori, che restano quelli l'anima del suo anticonformismo. Un'altra riflessione

domenica 30 settembre 2012

Alegria Latina: una compilation

sabato 25 agosto 2012

Un blog in crisi

Attualmente mi sto muovendo in diverse piattaforme con diverse idee e ben confuse. Effettivamente, ora che con un dispositivo mobile mi riesce di caricare velocemente spunti ed idee in maniera rapida, ecco che Materiali Indiscriminati mi è diventato improvvisamente obsoleto. Ho già pensato varie volte di chiuderlo, ma non mi riesce.

Se il destino vorrà, forse questo Blog morirà di morte lenta, naturale, o forse chissà vivrà la lentezza di una vecchiaia eterna. Resterà come un museo, un magazzino di cianfrusaglie a testimoniar il mio breve passaggio su questa terra. Il mio blog su Tumbrl

lunedì 30 luglio 2012

I CUGINI DI GHIRLANDA Live_Villa Bartolomea 2012

venerdì 25 maggio 2012

FUORI DI VESPA 2% @VillaBartolomea

Domenica 27 maggio 2012 hai un'ottima occasione per passar una giornata a Villa Bartolomea in provincia di Verona e di goderti lo scintillante FUORI DI VESPA 2%, motoraduno con musica, bevande, risotti, panini e tanta ottima compagnia per una domenica unica nel suo genere.

Giunto alla seconda edizione, FUORI DI VESPA si sta imponendo come un must per le illustri presenze e i personaggi che vi partecipano.
In pratica, manchi solo te...

Dov'è Villa Bartolomea?

venerdì 18 maggio 2012

La guerra dei droni

In realtà sull'argomento si sa poco, quel poco che si sa non è nemmeno certo che sia vero; perché quando si tratta di armi innovative succede spesso che la propaganda si mescoli con il segreto militare, sviluppando leggende metropolitane e miti tecnologici che spesso si rivelano semplici bufale per spaventare il nemico.

Una cosa certa è che in questi ultimi anni, le esperienze in Afghanistan e Iraq hanno sviluppato e dato nuovo impulso alla guerra a distanza: la guerra dei droni.

Il primo a calcare il palcoscenico della cronaca è stato il RQ 170 soprannominato la Bestia di Kandahar perchè per almeno tre anni nessuno riusciva a capire che caspita era ed a che cosa servisse quello strano aereo che talvolta solcava il cielo afghano.

Della Bestia, si sapeva solo che esisteva ma nessuno riusciva a capirne l'impiego, se solo ricognitivo o anche d'attacco; bisognerà attendere il 2010 perché la Lockheed confermasse la produzione in serie del velivolo e sembra che sia stato utilizzato proprio come ricognitore dei Navy Seals nella missione di Abbottabad conclusasi con la morte di Osama Bin Laden: naturalmente il Pentagono, com'è d'uso, si è rifiutato di fornire dettagli sulla vicenda.

Così, sempre rivelatosi nel blitz di Abbottabad, è il misterioso elicottero caduto nella missione, a prima vista sembra un Blackhawk, ma uno sguardo più attento ne rivela caratteristiche diverse, tra cui una sorta di pittura antiradar e dettagli costruttivi utili, secondo alcuni, a ridurre il rumore di pale e motore. Quello che si sa e per quanto dicono gli articolisti esperti in tecnologia militare, sembra si tratti di un vecchio progetto ripreso e infine sviluppato per fornire ai reparti speciali un veicolo silenzioso e invisibile, nonchè costosissimo.

Nonostante il dirottamento di un drone da parte degli iraniani, gli States non mollano la ricerca nel settore e continuano a sviluppare prototipi a raffica, testando diverse specializzazioni, sembra anche che in collaudo ci sia un mini-shuttle che preoccupa non poco le autorità cinesi.

La ricerca di sofisticati apparecchi di morte senza pilota sembra sia molto ben vista dall'entourage politico-militare nord americano che forse vuol togliersi definitivamente dalle palle quei fastidiosi morti in battaglia.
Forse le guerre dei droni non sono lontane, forse è solo propaganda, di certo è solo stupida  guerra.

Droni letali ma fragili

giovedì 12 aprile 2012

GLI INCUBI LEGHISTI DEI BARBARI SOGNANTI

Ma davvero credevi che con tutto quello che sta succedendo in casa leghista, e in casa Bossi, potessi perdere questa ghiotta occasione per dire le mie quattro sciocchezze.

Innanzi tutto, tanto per rompere il ghiaccio, il Roberto Maroni si dimostra come al solito almeno una spanna più in alto dei suoi compagni di partito. A differenza delle varie minchiate del Sole delle Alpi e dell'ampolla dell'acqua del fiume sacro, il Maroni fa centro con l'etichetta di Barbari Sognanti.

Fa centro perchè con queste semplici parole descrive esattamente l'essenza della lega e dei leghisti; i leghisti sono barbari, nel senso che gli antichi greci davano agli stranieri. (vedi Wikipedia) perchè per me i Padani non sono italiani, nemmeno europei, sono clandestini; Sognanti, perchè è il mondo dei sogni quello in cui vivono.

Pensate alla mitica terra denominata Padania, la nazione che non esiste, l'Isola che non c'è di Peter Pan (anche lui dalla camicia verde). La Padania è una strana nazione, non esiste, perché la Padania non esiste, ma ha già un parlamento che la amministra: il Parlamento Padano.

Ma questo non è tutto, figuriamoci che la classe politica della Padania CheNonEsiste, si sta dimostrando corrotta come quella di una nazione reale, non solo...la roba più incredibile è che la classe politica della Padania CheNonEsiste ha provato ad esportare illecitamente all'estero importanti somme di denaro! Che se ci pensate, non è roba da poco amministrare male e frodare una nazione CheNonEsiste. Provaci te se sei capace!

Come se non bastasse, in questi giorni, nel Parlamento della  Padania CheNonEsiste c'è pure stato un colpo di stato ed il regime ha avuto una sorta di ribaltone. E tutto questo è avvenuto in nome di uno stato che non esiste, di un popolo che non esiste, di una nazione che non esiste.

Se non nei pensieri psichedelici dei Barbari Sognanti.

giovedì 8 marzo 2012

Case in legno e bioedilizia


Recentemente, mi sono ritrovato a collaborare con un'azienda specializzata in case in legno. Quello che più mi ha sorpreso è l'alto tasso tecnologico presente nella costruzione di una casa con materiali naturali.

Anzi, direi proprio che la bioedilizia, pur mantenendo i suoi alti standard di compatibilità ambientale, è un concentrato di alta tecnologia molto più avanzato rispetto all'edilizia tradizionale basata sul laterizio e questo, a pensarci bene, è quasi un paradosso visto che la casa in legno è stata la prima costruzione residenziale fatta dall'uomo.

Quando si pensa a una casa in legno, la prima immagine che si presenta alla mente sono le casette da giardino o i chioschi che solitamente troviamo nei centri sportivi. La realtà è però ben diversa e molto articolata perchè, nella costruzione di abitazioni in legno, sono ora disponibili una vasta gamma di metodi costruttivi capaci di far fronte ad ogni esigenza residenziale e stile architettonico.

Sul piano economico, il costo di un'abitazione in legno si avvicina e talvolta supera quello di una pari abitazione in edilizia tradizionale, ma l'impatto economico viene facilmente e velocemente assorbito dagli alti risparmi energetici che questo tipo di abitazioni offre da subito, con qualsiasi clima ed in qualsiasi stagione.

Attualmente, una delle tecnologie più impiegate è  quella dei pannelli X-Lam, pannelli in legno dotati di diversi tipi di coibentazione, che sfruttano la forza delle fibre del legno per costruire strutture elastiche e resistenti, veloci da costruire e capaci di adattarsi ad ogni esigenza di stile architettonico, anzi, con questo tipo di costruzione, si possono ricavare forme e volumi più facilmente rispetto ad altri metodi.

Se vuoi avere un idea di come viene costruita una casa in legno, ti consiglio di visitare questa pagina.

Ma in sintesi, quali sono i vantaggi offerti da una casa in legno? Quelli messi in evidenza dai costruttori sono principalmente sono i seguenti:


La struttura leggera, flessibile e compatta di una casa in legno presenta un’elevata resistenza sismica ed al fuoco. I materiali usati nella costruzione resistono nel tempo più e meglio di tantissimi altri materiali comunemente impiegati nell’edilizia.

Le caratteristiche  del legno offrono un ottimo abbattimento del rumore esterno ed un alto grado di isolamento termico stagionale, invernale ed estivo, permettendo un notevole risparmio energetico. Nel complesso una costruzione in legno ha un bilancio energetico positivo ed a basso impatto ambientale.

La salubrità di una casa in legno non ha paragoni. L’ igroscopicità del legno e le sue qualità naturali di alta traspirabilità restituiscono un'  assenza di condense o muffe e di sostanze nocive per la salute. Il tutto, crea un clima abitativo sano che allontana i rischi di patologie reumatiche e respiratorie tipiche di ambienti malsani (si stima che trascorriamo il 90% della nostra vita in ambienti chiusi).


Costruire un'abitazione in legno offre massima libertà di progettazione e nel tempo richiede facile e scarsa manutenzione; mantenendo di conseguenza il suo valore nel tempo.

Date le caratteristiche dei materiali utilizzati, una casa in legno richiede un' attenta progettazione e la massima precisione esecutiva (per questo, ogni costruttore segue dei protocolli ben precisi a garanzia del cliente) ciò permette di avere costi e tempi di realizzazione certi e veloci.  Visita questo sito

martedì 31 gennaio 2012

La logica del potere

Partendo dal Veneto, passando per la Lombardia, gli Agenti Speciali del Fisco stanno rastrellando la penisola alla ricerca di evasori puntando ora verso la capitale e dinorni; già sono annunciati i loro blitz fulminei nell'oscuro sud.

Hanno ragione i detrattori, sono tutte operazioni di propaganda, anche se faranno emergere cose eclatanti o malcostume diffuso, restano semplici effetti speciali che non toccano il cuore del problema.

Ma è proprio questo il loro scopo: fare propaganda.

Abbiamo appena attraversato un decennio in cui sembrava che qualsiasi furbizia fosse tollerata, che si poteva abusare, evadere ed edulere perchè comunque sarebbe arrivato un condono od una sanatoria; un decennio in cui chi non poteva non pagare le tasse, ha visto i furbetti deriderli per la loro meschina condizione.
Ora che il precedente governo non c'è più, evidentemente si è voluto dare un segnale che il vento è cambiato e su questo non si è voluto dare adito a dubbi.

Già me li vedo, come in un poliziesco americano, gli agenti dell'Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza, fare un breefing in un apposita aula, di fronte ad una mappa della città. Ad ogni squadra venir assegnato un settore della città, poi, una dietro l'altra le auto (nere ovviamente) escono dal comando e si dividono verso le rispettive destinazioni.

Comunque la pensiate, io non vorrei essere nei panni del barista o commerciante trovato con le mani nella marmellata, una multa è sempre una multa, anche se non risana il debito pubblico. Si potrebbe obiettare che si sono comunque prese le categorie più esposte, quelle che lavorano, e anche questa potrebbe essere una buona obiezione.

Ma dal mio modesto punto vista, sebbene non mi piaccia, la scelta del metodo non lascia dubbi: il fisco vuol rimettere le cose a posto e far vedere chi comanda in Italia, e lo fa dando la massima pubblicità possibile alle proprie azioni. Lo scopo è quello di cambiare una cultura secolare, quella che sostiene che evadere in fondo è legittimo.

C'è un nuovo sceriffo in città! Magari tra non molto la Rai ci farà pure una serie televisiva, dove un solerte finanziere risolve complicati casi di evasione fiscale fatti da società cartiere mentre aiuta una vecchietta ad avere la ricevuta fiscale dal dentista che gli ha appena rifatto la dentiera. Vai a evasori.info

domenica 29 gennaio 2012

C'era una volta il Precedente Governo

Se il XX secolo è stato il secolo breve, questo XXI sembra ancora più veloce. Intanto, parlo da un punto di vista soggettivo, abbiamo già esaurito il primo mese del 2012 ed a me sembra ieri il capodanno del 2000: il 2K, il momento implacabile in cui avrebbe dovuto scatenarsi il Millenium Bug.

Siamo già nel 2012 e sono tre anni da quando è ufficialmente scoppiata la Crisi, che ha avuto molte facce ed molte eventi. E oggi, mi trovo a constatare che il tempo in cui come premier avevamo Silvio Berlusconi, nel percepire comune, sembra ormai un epoca lontana, lasciata alle spalle, un ricordo lontano fumoso di cui molti non sanno più distinguerne bene la forma.

Credo che attorno a questo ci sia una cattiva coscienza, quella di aver tollerato che una untera classe politica mandasse a sfacelo il paese pensando che, curandoci dei nostri affari, comunque ce la saremmo cavata.

Così non è stato ed ora ci ritroviamo immersi in un mare di problemi in cui ben pochi ci capiscono qualcosa e di cui pochi vedono una soluzione. Ma non è questo il punto di questo post.

Fino a tre mesi fa, spesso e volentieri, a titolo positivo o negativo, il nome Berlusconi campeggiava nei titoli e sulla bocca di tutti; chi lo pronunciava per esaltarlo come salvatore inviato da DomineIddio, chi lo pronunciava come la personificazione dell'Anticristo. Ed oggi?

Forse perchè gli animi sono placati, forse perchè tra i partiti c'è questa strana tregua armata, ma la parola Berlusconi sta cadendo in disuso. Prima si diceva Berlusconi ha fatto questo, Berlusconi non ha fatto st'altro; ora si preferisce la dizione il governo precedente.


Utilizzando l'espressione il governo precedente è comodo perchè si evita di indicare il nome del colpevole di qualche mancanza, oppure, si nega di riconoscere un merito allo stesso, si spersonalizza, si rende tutto più freddo: tecnico.

Ma questo modo di fare, mi ricorda molto quello delle comari che, quando parlano di una loro paesana dai costumi discutibili, non la citano per nome, ma si riferiscono a lei con l'epiteto Quella là, quasi che a pronunciar il suo nome ci si infetti o ci si attiri contro le maledizioni degli dei. Leggi L'era Berlusconiana

domenica 22 gennaio 2012

A proposito di tasse e riforme

In questi giorni di tumulti e mutamenti, stranamente mi è difficile condensare in maniera chiara un pensiero sufficientemente chiaro.
Ieri è partito il decreto Monti sulle liberalizzazioni, un decreto che solo nell'annunciarlo, ha scatenato i fulmini del cielo.
Ora, visto il tragico momento che viviamo, non so se la strada imboccata da questo strano governo è buona o cattiva; l'unica cosa certa è che, finalmente, qualcosa sta cambiando, dopo 10 anni, qualcosa in Italia si sta muovendo: per me, questa è già una buona cosa.
Un'altra cosa certa è che oramai è chiaro a tutti il completo fallimento della governance di Berlusconi e della Lega che, sebbene abbiano dominato il decennio, si sono rivelati incapaci di quel polso necessario per impedire all'Italia la situazione in cui si è trovata.
Potete trovare tutti buoni motivi per difendere Berlusconi, sicuramente ne troverete anche di molto buoni, ma il risultato non cambia. E non lo spiego nemmeno perchè dalla scorsa estate ad oggi, la verità delle cose dovrebbe ormai essere chiara, se non lo è, è anche inutile spiegarla, significa che non la si vuol vedere. Il debito pubblico 2000-2010

martedì 27 settembre 2011

Il Mio Pensiero e il Comma 29

Leggendo i giornali, consultando internet, guardando la tv, ascoltando la radio, oramai mi sono fatto convinto che il Presidente del Consiglio è un puttaniere (ovvero pratica con una certa assiduità sesso a pagamento), mi sono fatto altresì convinto che il Presidente Berlusconi è (o era) circondato da persone che gli procuravano questo "divertimento". Tra le altre cose, mi sono persino fatto l'opinione che il nostro premier fosse ricattato da queste persone che conoscevano il suo turpe segreto.

Ma in verità, io non so se Silvio Berlusconi frequentava/frequenta prostitute. Intimamente sono profondamente convinto che lo facesse, ma se mi chiedete di dimostraverlo, non posso far altro che mostrarvi articoli di giornale, pagine di internet, servizi televisi: personalmente, io non ho mai visto il premier in atteggiamenti sconvenienti con chicchessia.

Purtroppo io, in questi mesi, non ho potuto fare a meno di leggere materiale sufficiente per farmi convinto che Silvio Berlusconi è un puttaniere. Mi dirai, e dove sta il problema?

Il problema è che a me non piace pensare che il primo ministro della nostra nazione sia un puttaniere; non mi piace pensare che il leader di un partito che, rompendo gli zebedei con le prese di posizione sui matrimoni di fatto, testamento biologico e che si presenta come il baluardo dei valori cristiani, se la spassi con una qualsiasi maddalena gli passi davanti.

Non so se è chiaro, ma il fatto è che io sono convinto (non riesco fare a meno di pensare che) Silvio Berlusconi si sia macchiato di comportamenti immorali indegni della carica che riveste come Presidente del Consiglio ( se poi i cattolici del PdL vogliono tenerselo, per me sono affari loro ).

Ripeto, io non ho mai visto Berlsuconi andare a puttane, ma dalle notizie che ho appreso dai media ormai ne sono convinto.

Il guaio è che ora l'ho scritto su questo post e l'ho portato a vostra conoscenza; proprio quando in parlamento torna il famigerato DDL Intercettazioni ed il suo articolo 1 comma 29 ( l'ammazzablog).

Se il DDL passa così com'è, il Presidente Berlusconi o chi per esso potrebbe richiedere una rettifica a questo mio post se ritenesse che il contenuto sia offensivo nei suoi confronti: pena una multa fino a 12mila euro.

Ecco qual'è il problema...ora come faccio rettificare il mio pensiero senza rinunciare a manifestarlo?
Se io, in virtù di ciò che ho letto su media nazionali ed internazionali, ho l'intimo convincimento che il Premier è un puttaniere, come faccio a rettificarlo?

Era mejo se stavo zitto? Come si usa fare in Cina, Corea, Iran? (ne ho prese tre a caso)

Tu cosa mi consigli?

lunedì 25 luglio 2011

Lettera aperta al signor Vittorio Feltri

Volevo scrivere una lettera aperta, magari intelligente al signor Vittorio Feltri come risposta al suo editoriale di oggi sulle pagine de Il Giornale riguardante la strage di Oslo. Per farlo, ho letto e riletto più volte il suo articolo, ma il solo risultato è che più lo rileggevo più il sangue mi saliva alla testa e più la mia capacità di ragionare si ottundeva in un marasma d i bollore sanguigno. Poi mi è venuto in mente Forrest Gump e il suo disarmante "stupido è chi lo stupido fa".

Perchè in fondo è quello che intimamente penso del signor Feltri, penso che faccia lo stupido. Ed il mio ragionamento è molto semplice; perchè il signor Feltri nel suo editoriale lamenta l'incapacità dei giovani norvegesi disarmati nel difendersi dal pazzo nazista armato, già che c'è, visto che ricorre l'anniversario, perchè non esalta l'abilità tattica e militare dei Black Block che hanno mandato a puttane le manifestazioni del G8 di Genova mettendo in scacco le nostre forze di polizia? Perchè non esalta la strenua opposizione dei manifestanti NO-TAV della Val di Susa? Queste sono generazioni di combattenti agguerriti (e pure per il bene comune, secondo il loro punto di vista) perchè non ho mai sentito il suo plauso verso di loro?

E cosa scriverebbe domani, caro Signor Feltri, se un altro pazzoide compisse una simile strage ad un Meeting di CL? Oserebbe sputare sulle salme dei poveri ragazzi cattolici perchè incapaci di opporsi alla follia omicida?
Io credo che quei ragazzi abbiano avuto paura, quella paura profonda che 70 anni fa ha preso milioni di persone in tutta Europa quando la svastica infame le estraeva dalle loro case per macellarle nei campi di sterminio: questo significa che la società di allora era egotista? se lo era, allora forse lo è sempre stata.

Vede signor Feltri, io credo che quei ragazzi si siano fatti macellare non perchè pavidi, ma perchè hanno visto in un attimo la forza distruttiva del male, e non erano pronti. E sa perchè non erano pronti? Perchè erano proiettati in una società diversa da quella che esce dalla sua mente di VECCHIO, una società dove i valori di democrazia e diritto sono i valori chiave. Ora, grazie allo splendido gesto di questo pazzo nazista, questo sogno di società futura ha fatto forse un passo indietro.

Ma voglio sperare che a noi ed ai norvegesi quello che è accaduto possa offrire una lezione.
La lezione è che qualsiasi ideologia di odio e violenza abbraciamo, questa ci si ritorce contro, questo è successo con i fanatici anarchici Black block di Genova, e oggi succede con i Talebani e questi Nazisti che massacrano la propria gente per portare avanti le loro ideologie malate.

Vede Signor Feltri, io credo che i Black Block, i Nazisti, i Talebani, siano tutti suoi figli. Sono i figli della Paura di un Vecchio che guarda il mondo e non lo capisce, non riesce ad analizzarlo, perchè non trova più l'aggancio delle ideologie, tutte miseramente crollate, e quando guarda la democrazia che con il suo duro lavoro ha costruito, si rende conto del palazzo di merda che ha contribuito a costruire e non riesce a capire dove ha sbagliato.

Io la immagino Signor Feltri, seduto alla sua scrivania, mentre vede la nostra repubblica affogare nella corruzione, nell'incompetenza politica, negli sprechi, nella miseria strisciante e dilagante, la vedo ripetersi:- Non è colpa mia, io ho fatto ciò che è giusto.- Può essere, non posso certo esser io a giudicarla.

Ma ora lei è Vecchio e la società che Lei ha costruito non ha bisogno di Vecchi, specie se hanno solo un Pensiero Semplice utile il giusto per riempire due colonne che rischiavano di restar vuote.

PS
Egr Signor Feltri, ma lei non crede che i ragazzi morti in Afghanistan non abbiano chiamato le loro madri o le loro mogli mentre i Kalashnikov gli strappavano le carni?

(alla fine mi è riuscita sta lettera aperta! Ed ora torno a lavorare che io non mi guadagno il pane scrivendo baggianate).

Vai all'Articolo di Feltri

venerdì 22 luglio 2011

E' Finita la corsa allo Spazio?


Oggi sulla pista di Cape canaveral è atterrato l'ultimo Space Shuttle: l'Atlantis. Con questo modesto e dimesso atterraggio, sembra che sia finita la lunga epopea della Corsa allo Spazio iniziata durante la Guerra Fredda.
Sembrano lontanissimi i tempi in cui Von Braun, che da poco aveva finito di sperimentare i motori a razzo delle sue V2 sui londinesi, fu messo a capo del progetto spaziale americano, e come sono drammaticamente vintage le immagini di Yuri Gagarin inscatolato nella sua piccola e triste Soyuz. Poi a raccontarlo adesso, sembra pure che essere andati sulla Luna non sia stato poi così difficile (se mi dici che non ci sono andati, ti stronco!).
In realtà il programma dello Space Shuttle doveva portarci nell'era degli alberghi orbitali, nel mondo così descritto bene da Stanley Kubrick in 2001 Odissea nello spazio, dove i voli Terra-Luna si svolgevano su simpatici Space Shuttle della Pan-Am (anche quella pensionata da un pezzo).
Lo Space Shuttle, che doveva seppellire una volta per sempre i razzi vettori, dopo trent'anni di carriera ha ceduto, ed ora è già roba da museo.
Nonostante questo, gli Stati Uniti puntano ad un ritorno sulla Luna ed a una spedizione su Marte per il 2030; sarà, comunque sia, nel bene o nel male, qualcuno in orbita ci andrà sempre, magari solo per fare del turismo, ma sono molto scettico sul fatto che potrò, nella mia vita, vedere un uomo su Marte.
Oggi il mondo è profondamente diverso da quello della metà del secolo scorso, nei prossimi vent'anni lo sarà ancora di più. Comunque la pensiate, io credo che ammesso che l'uomo arriverà su Marte, quell'uomo non sarà uno statunitense.

E comunque sia, infine, sebbene il mito dei viaggi stellari mi appassioni da sempre, ogni volta che sento parlare di corsa allo spazio, mi sovvengono i versi dei Pitura Freska:

li va in serca dei marsiani
e cua in tera li ne fa viver da cani. 


Breve e interessante storia dello Space Shuttle


martedì 28 giugno 2011

Il Blog sei tu

Navigando qua e la nella rete spesso vengo attirato da messai tipo "Aumenta le visite al tuo Blog" oppure "Come guadagnare con un blog" dove esperti di SEO e Web marketing propongo corsi a pagamento o consigli gratuiti su come dovrebbe essere gestito un blog di successo. Questo genere di informazioni sono spesso molto interessanti e chiare anche se tutte come risposta sotto intendono "...c'hai da lavorarci duro fratello!", ed anche se ci lavori duro non credo che i risultati siano garantiti. D'altra parte il web non è altro che uno specchio della vita reale e, fare fortuna al mondo d'oggi richiede parecchia applicazione.

I consigli per creare un blog vincente spesso indicano soluzioni atte ad attirare verso le proprie pagine l'attenzione dei motori di ricerca, quindi questi guru danno una serie di indicazioni sul come scrivere un post e come organizzare i propri argomenti.

A questo punto ho notato che in molti casi c'era in questi articoli una certa uniformità di contenuti e di parole, cioè come se lo stesso articolo di suggerimenti nella sua struttura contenesse l'applicazione delle nozioni indicate. E se ci pensiamo bene questo è anche ovvio.

Quello che mi ha dato da pensare è però questo: non è che preoccupandomi troppo della struttura del mio post, vado a perdere (rischio di perdere) l'anima del mio contenuto? Non è che per rincorrere il successo rischio di perdere l'anima delle cose che vado raccontare?

Perchè ad un certo punto io credo che se ci si adatta troppo alle "regole" si finisce per avere un prodotto standerdizzato, una specie di post "macdonald" uguale a mille altri che trattano argomenti simili. Detto questo, credo che, come in utte le cose, gli strumenti vanno sempre usati con cautela e, quando si tratta di un blog, credo che la cosa vada vissuta sopratutto con passione.

Perchè, nel mio animo romantico e idealista, credo che la passione messa nella scrittura di un post, alla lunga valga più di trucchi o sistemi per lanciare il blog stesso. Perchè se nel proprio blog si mettono passione, competenza nei temi trattati, ci si mette l'anima insomma, il lettore non può non restarne colpito.

Poi, una spintarella e un po' di marketing serve sempre, ma credo vada usato con intelligenza e sopratutto senza perdere di mira il motivo per cui si è deciso di aprire un blog.

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martedì 14 giugno 2011

La vittoria dei quattro referendum


E così, lo scorso week end, tra una gita e una pizza abbiamo trovato pure il tempo di mandare a puttane la programmmazione industriale del governo. Non so se ci avete fatto caso, ma i tre argomenti su cui abbiamo votato, erano tra gli argomenti cardine della politica economica di questo governucolo.
Ora vorrei fare, (cercare di fare) una riflessione sulle parole del Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia prima del voto (da Avvenire):

Se vincessero i quesiti relativi all'abrogazione dell' affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, spiega Marcegaglia, "andremmo indietro di 20 anni su quel poco che abbiamo fatto sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali". "La nostra posizione è nota: l'acqua è e deve rimanere pubblica - aggiunge Marcegaglia -, ma la gestione va liberalizzata". A chi gli chiedeva se l' esito della consultazione potrà avere ripercussioni in borsa, per le società quotate, Marcegaglia ha risposto: "È possibile ma spero di no".
A parte il fatto che anche il trattamento economico dei lavoratori dipendenti è arretrato di vent'anni quindi casomai ci sarebbe un' "armonizzazione" del sitema.
Ma letto così, il discorso della Signora Emma non è poi proprio insensato, solo che...quando sono state dette queste parole, c'era quell'articolo sull' “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

Ma che vogliono alla Confindustria? Il Salario Minimo Garantito? Quello che hanno tolto alle loro maestranze?
Se gli Imprenditori italiani vogliono investire nell'acqua possono farlo già da ora. Facendo quello che fanno tutti gli imprenditori nel resto del pianeta: rischiando il proprio capitale e promuovendo la crescita del paese.


domenica 12 giugno 2011

Sei andato a votare i referendum?


Così oggi ci ritroviamo a dover decidere se l'Italia deve riprendere o meno la produzione di elettricità tramite nucleare; prima o poi dovevamo arrivarci, in fondo una scelte referendaria, per legge, vale solo 5 anni e poi può essere ridiscussa.

E fosse solo per il nucleare...
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