sabato 10 marzo 2012

Il Legionario



Sapeva di essersi definitivamente perso, ma nonostante questo cercava tra le rocce, nel disegno degli alberi e nelle radure, un tronco secco,  una pietra oppure un qualsiasi riferimento che lo aiutasse a ritrovare la via.
Si muoveva prudente tra i sentieri appena abbozzati, tra la folta vegetazione, nel brusio degli insetti e nei fischi lontani dei rapaci. La strada era infida e sconosciuta, camminando con pazienza e cautela.

Ancora non disperava, perchè il tramonto era lontano, ma ogni qualvolta abbassava lo sguardo per vedere dove posava i piedi, notava che i sassi ed i detriti sul sentiero, sembravano disegnare una freccia che gli indicava la direzione. Era questione di un’attimo giusto nel momento in cui calava lo sguardo. Poi la forma svaniva, ne perdeva i contorni e non era più in grado di definirla. Certo era che, in quel dedalo boscoso di stretti camminamenti, egli stava seguendo una direzione precisa. Lo aveva capito perchè, in quelle due ore di cammino il paesaggio era mutato: gli alberi si erano fatti più anziani ed il sottobosco più fitto. Era chiaro che da molto tempo, in quel posto nessuno era venuto a far legna.

Aveva dovuto lasciare lo scudo, che si era fatto peso ed ingombrante, tenendosi ben stretto il gladio perchè ben sapeva che la sua uniforme non era ben vista dalle genti del posto. Ma dopo ore ed ore di cammino, ancora non aveva incontrato nessuno.

Dov'erano ora i suoi commilitoni, la legione diretta verso i passi del nord per ricacciare i nomadi barbari che infestavano la pianura? Nemmeno si ricordava in che frangente li aveva persi di vista, teso com'era nel seguire il sentiero misterioso che le pietre sembravano indicargli.

Ed ad un tratto il bosco si aprì su in ampia radura erbosa baciata da un sole insolitamente caldo, la stanchezza si fece sentire e, nel folto dell'erba si perse l'indicazione del suo destino. Non poteva esserne certo, ma qualcosa gli diceva d'essere giunto alla meta del suo cammino.

Si sedette su di una roccia, per cercar riposo, mentre s'immergeva quel remoto luogo di pace, gli giunsero i guaiti dei lupi nel bosco.

giovedì 8 marzo 2012

Case in legno e bioedilizia


Recentemente, mi sono ritrovato a collaborare con un'azienda specializzata in case in legno. Quello che più mi ha sorpreso è l'alto tasso tecnologico presente nella costruzione di una casa con materiali naturali.

Anzi, direi proprio che la bioedilizia, pur mantenendo i suoi alti standard di compatibilità ambientale, è un concentrato di alta tecnologia molto più avanzato rispetto all'edilizia tradizionale basata sul laterizio e questo, a pensarci bene, è quasi un paradosso visto che la casa in legno è stata la prima costruzione residenziale fatta dall'uomo.

Quando si pensa a una casa in legno, la prima immagine che si presenta alla mente sono le casette da giardino o i chioschi che solitamente troviamo nei centri sportivi. La realtà è però ben diversa e molto articolata perchè, nella costruzione di abitazioni in legno, sono ora disponibili una vasta gamma di metodi costruttivi capaci di far fronte ad ogni esigenza residenziale e stile architettonico.

Sul piano economico, il costo di un'abitazione in legno si avvicina e talvolta supera quello di una pari abitazione in edilizia tradizionale, ma l'impatto economico viene facilmente e velocemente assorbito dagli alti risparmi energetici che questo tipo di abitazioni offre da subito, con qualsiasi clima ed in qualsiasi stagione.

Attualmente, una delle tecnologie più impiegate è  quella dei pannelli X-Lam, pannelli in legno dotati di diversi tipi di coibentazione, che sfruttano la forza delle fibre del legno per costruire strutture elastiche e resistenti, veloci da costruire e capaci di adattarsi ad ogni esigenza di stile architettonico, anzi, con questo tipo di costruzione, si possono ricavare forme e volumi più facilmente rispetto ad altri metodi.

Se vuoi avere un idea di come viene costruita una casa in legno, ti consiglio di visitare questa pagina.

Ma in sintesi, quali sono i vantaggi offerti da una casa in legno? Quelli messi in evidenza dai costruttori sono principalmente sono i seguenti:


La struttura leggera, flessibile e compatta di una casa in legno presenta un’elevata resistenza sismica ed al fuoco. I materiali usati nella costruzione resistono nel tempo più e meglio di tantissimi altri materiali comunemente impiegati nell’edilizia.

Le caratteristiche  del legno offrono un ottimo abbattimento del rumore esterno ed un alto grado di isolamento termico stagionale, invernale ed estivo, permettendo un notevole risparmio energetico. Nel complesso una costruzione in legno ha un bilancio energetico positivo ed a basso impatto ambientale.

La salubrità di una casa in legno non ha paragoni. L’ igroscopicità del legno e le sue qualità naturali di alta traspirabilità restituiscono un'  assenza di condense o muffe e di sostanze nocive per la salute. Il tutto, crea un clima abitativo sano che allontana i rischi di patologie reumatiche e respiratorie tipiche di ambienti malsani (si stima che trascorriamo il 90% della nostra vita in ambienti chiusi).


Costruire un'abitazione in legno offre massima libertà di progettazione e nel tempo richiede facile e scarsa manutenzione; mantenendo di conseguenza il suo valore nel tempo.

Date le caratteristiche dei materiali utilizzati, una casa in legno richiede un' attenta progettazione e la massima precisione esecutiva (per questo, ogni costruttore segue dei protocolli ben precisi a garanzia del cliente) ciò permette di avere costi e tempi di realizzazione certi e veloci.  Visita questo sito

lunedì 5 marzo 2012

La via del Sentiero Ombroso



Le genti di Vallesconta raccontano di una pista nel bosco chiamato il Sentiero Ombroso. Anche i bambini sanno che questo percorso si trova alla base della Sella Maestra ma nessuno è in grado di indicarvi con precisione dove esso inizi.
La storia vuole che quel sentiero sia visibile solo in determinate ore di determinati giorni dell’anno, ore e giorni di cui si è perso il ricordo; se anche qualcuno vi dirà di conoscerle, state certi che vi farà fare un viaggio a vuoto.
Il Sentiero Ombroso, una volta individuato nella boscaglia, si riconosce subito perchè inizia con sette gradini scavati nella roccia, salendo i quali si può arrivare agevolmente, così narra la leggenda, nella terra della Regina delle Fate.

Molte storie narrano di incauti viandanti che, ignari d’aver imboccato la magica pista, rimasero per troppo tempo in quella terra incantanta. Al loro ritorno nel mondo degli uomini, scoprirono con sgomento che nulla era più come prima: che i secoli erano passati come secondi, crollati erano gli imperi, lasciando lo spazio a nuovi domini e che la loro città e il loro popolo erano ormai lontana leggenda. Vedi

giovedì 1 marzo 2012

In quella parte di bosco



Si raccontava che, in quella parte del bosco, vivessero delle creature strane, c’è chi diceva si trattasse di elfi, mentre altri sostevano fossero folletti, altri ancora erano convinti che vi fosse l’accesso al Regno delle Fate, mentre altri, ma erano pochi a dire il vero, erano pronti a giurare che, in quella parte del bosco, vi avessero trovato rifugio le ultime Driadi.

Qualsiasi cosa pensasse ci fosse, la gente di Vallesconta evitava quella parte di bosco, perchè, qualsiasi cosa ci fosse, nessuno in cuor suo sapeva come comportarsi se si fosse trovato faccia a faccia con una di queste creature.

Provate perciò ad immaginare la sorpresa di Lucindo quando, in quel mese d’ottobre, scese in paese dalla strada che, tutti sapevano, attraversava quella parte del bosco. Non era ancora entrato nell’osteria che Rino lo fermò bruscamente:-Hai visto niente?-

Lucindo lo guardò strano, come sorpreso quella domanda. Il suo silenzio in verità non durò molto, ma per tutti i presenti quei due secondi furono interminabili: -Si! Ma non ci crederai.- rispose - Ci sono dei funghi grossi così!-

Ed aprì il suo cesto con i frutti del lauto raccolto.

Leggi una suggestione

sabato 25 febbraio 2012

La Lega Nord e le mistificazioni storiche

Alla ricerca di una motivazione plausibile che ne desse lustro e importanza, i poteri politici di ogni epoca hanno sempre ritenuto necessario riscrivere la storia per poter giustificare la loro esistenza e sopratutto, la legittimazione del loro potere.

Come primo eclatante esempio mi viene in mente quel mantovano di Virgilio Marone che, per compiacere il primo imperatore Ottaviano Augusto, scrisse l'Eneide dando ai pecorari latini le nobili origini di esuli troiani e perciò un lignaggio nobiliari ai fondatori della città eterna.

Nel medioevo, diversi regnanti, Carlo il Magno per esempio, fecero a gara per farsi ratificare dal papa in carica la qualifica di Imperatore del Sacro Romano Impero, con lo scopo di avere una legittimazione legale a poter invadere le popolazioni confinanti e ricostruire l'impero latino che era andato perduto; questa storia andò avanti sino agli Asburgo.

Con il XX secolo, il caso più eclatante di mistificazione fu quello operato dal nazismo che infilò la croce uncinata in ogni momento della storia tedesca, cercando di far passare l'idea che gli ideali nazisti fossero sempre stati presenti nella cultura germanica (ovvio che così non era).

Alla fine del secolo breve, la Lega Nord ci riprova sfoderando l'arcaico Sole delle Alpi, un simbolo effettivamente presente nella cultura storica alpina da tempi remoti. Su questa pagina, trovi i significati che oggi, la Lega Nord attribuisce a questo simbolo e, come si può ben vedere, essi travalicano i significati originali del simbolo e ne aggiungono di nuovi e strumentali per dare al partito politico una collocazione storica che in realtà non ha (essendo di nascita recente).

Intanto c'è da precisare che il Sole delle Alpi non è un sole e nemmeno è delle alpi, si tratta infatti di un simbolo che si ritrova già nella civiltà Assira, Egiziana ed Etrusca, ed è noto come Fiore della Vita. Non è nemmeno un simbolo celtico in senso stretto, infatti è presente in tutte le civiltà del centro italia e sardegna oltre che, naturalmente, nelle culture celtiche dell'arco alpino. Insomma, il Fiore della Vita è uno di quei simboli ancestrali condiviso da culture diverse.

Ora, tra i significati che la Lega Nord assegna al Fiore della Vita, c'è il seguente:
sta ad indicare infine i sei ceppi etnolinguistici della Padania: i Celto-italici, i Veneti, i Tedeschi, i Friulani, i Ladini e gli Occitani-Arpitani.
Il motivo di questa scelta è molto semplice e intuibile, l'intenzione è quella di unificare sotto la stessa bandiera popoli, etnie, culture storiche diverse (ormai estinte da un millennio) con lo scopo di accomunarle contro il predominio di Roma "Babilonia" Ladrona.
E giunti a questo punto, io comincerei a fare delle distinzioni, ma sopratutto, mi divertirò a ragionare alla leghista, cosa che per altro non richiede molto sforzo. br />
Innanzi tutto io sono Veneto, nato in Veneto e perciò discendente di quei Veneti che vivevano in queste lande 2000 anni prima di Cristo e che avevano ben poco da spartire con i Galli Boi, Insubri Cenomanni che vivevano nella pianura padana in quei tempi.

Anzi, noi Veneti siamo emigrati  in veneto, non si sa bene da dove, abbiamo fatto sloggiare gli Euganei e ci siamo presi le miniere di ferro e altro vicine a Padova. Con i Celti, quelli del Sole delle Alpi, abbiamo sempre avuto problemi perchè sono dei piantagrane.
Per fortuna, ad un certo punto sono arrivati i Romani che erano gente precisa e pagava in oro, già nel 390 a.C. avevamo fatto una serie di accordi con il Senato della Repubblica (Romana) perchè non ne potevamo più di quei barbari che pensavano solo a far casino, bere birra e far feste (che qui c'erano delle miniere da mandare avanti e non c'era tempo di andar rubar nelle case come faceva quel teppista di Brenno: uno che non ha mai lavorato in vita sua e si era messo a far politica).

Perciò, in virtù di questa realtà storica io penso che:
1) Io come Veneto con i Celti ho ben poco spartire.
2) Come dice un vecchio adagio: "mejo un roman in casa che un celta alla porta"
3) Ripensando al passato, dai celti della lombardia abbiamo avuto solo rogne (persino ai tempi della Serenissima con i lombardi l'era sempre una guerra.
4) Bossi e i suoi Celti prima di entrare in Veneto devono bussare e chiedere permesso perchè questa non l'è terra sua.
5) I Romani prima di entrare nel Veneto devono bussare, chiedere permesso ma tanto sanno che la porta è aperta perchè con loro c'è un contratto da lunga data ( e poi sono così simpatici; tranne Alemanno che, come dice il nome deve averci origini celtiche).

Morale: La storia ci insegna che il Veneto ci ha sempre guadagnato a stare con Roma, mentre a star con i lombardi no (ci chiamavano i terroni del nord, ricordate?). Ora, sti 4 scalzacani, si sono messi in testa di far la Padania e ci vogliono far credere che noi siamo tutti un popolo...che a mi, solo al pensiero di appartenere al stesso popolo del Trota o a Borghezio...basta, mi fermo qua.

mercoledì 22 febbraio 2012

Faccio viaggio con biglietto

Oggi io faccio piccolo viaggio di memoria in mio passato con questo biglietto.
Un tempo ATM era solo Azienda Trasporti Milano, ora gli ATM sono anche i bancomat. Ma in epoca di questo bilgietto i bancomat erano da poco stati diffusi e nessuno si sognava di chiamarli atm, ora invece, sono così famosi che ci hanno fatto pure un film

Mi sa tanto che come film è una cagata non da poco, se andate a vederlo, fatemi sapere se mi sono sbagliato.
Per qualche strana sinapsi mentale, mi è venuto in mente Lasciami Entrare che non ho ancora avuto il coraggio di guardare perchè mi sa tanto che uno di quei film crudeli che ti fanno veramente star male.

Approposito di film, oggi una giovane ragazza mi ha chiesto chi è Ennio Morricone...gli ho risposto e gli ho consigliato di informarsi sul web ( o educatamente evitato ogni altro commento ) comunque stiano le cose, sono sempre più convinto che l'era di internet non ammette ignoranza.

Che vuoi mai che sia? Piccolo viaggio è già finito, io stanco vado a dormire. Ronf.

lunedì 20 febbraio 2012

Casarotti e i Nuovi Cedrini


Oggi partiamo questo caso il biglietto del Casarotti and Frenz, per fare una breve conoscenza del personaggio e della sua band.
Perciò, cominciamo con Casarotti and Frenz tenutosi al Teatro Romano l'8 settembre del 2009, durante l'evento c'ho ricavato alcune clip che potete vedere qui.

Ma chi è Fabio Casarotti? Potete approfondire la sua conoscenza tramite un'altro video e il sito ufficiale dei Nuovi Cedrini.

E chiudo semplicemente con la ricetta delle Fritole alla veneziana ( con i cedrini per l'appunto).
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