giovedì 9 ottobre 2008

Angiolo Poli


Grazie a Iddio, nella mia vita non ho fatto solo puttanate e qualcuna di giusta l'ho imbroccata. Tra queste troviamo un bellissimo volume edito dalla Pro-Loco di Villa Bartolomea nel 1991.

Il libro ripubblica le poesie del più noto poeta locale: Angiolo Poli (1903-1941).

In realtà Angiolo Poli non era un poeta, era un contadino che, buon per lui, sapeva scrivere e lo sapeva fare pure bene.

A me non piacciono le poesie (è un mio limite che non ho intenzione di superare, non oggi almeno) ancor meno mi piacciono le poesie in vernacolo; ma queste di Angiolo Poli sono veramente irresistibili, secche, asciutte, senza inutili lirismi e sofisticazioni.

Sono proprio il frutto di una persona consapevole del suo essere e del mondo che lo circondava. Leggendole, capisci che il Poli era un mente accesa, proiettata nel secolo in cui stava vivendo. In paese lo ricordano come un tipo un po' eccentrico, forse un po' sciocco o un po' matto. Ma conoscendo bene i miei compaesani, posso garantirti che sono loro che non hanno ancora capito di essere eccentrici.
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