mercoledì 21 gennaio 2009

Caro Renato

Caro Renato Curcio, ho letto che non sei riuscito a cumulare abbastanza per aver diritto alla pensione. Che vuoi, ce ne sono parecchi in Italia nelle tue condizioni; tu sei anche fortunato, a quanto leggo, perchè almeno tua moglie ce l'ha.

Vedi, forse anche di questo, in fondo te la sei cercata: se invece della lotta armata ti cercavi un lavoro meno avventuroso, magari qualche contributo in più lo versavi.

Magari, se invece di inseguire la rivoluzione e di abbattere il sistema, avessi cercato di cambiarlo, questo stracazzo di sistema, forse le cose sarebbero un ciccino meglio.

Scusa se ti giro il coltello nel fianco, ma io credo che quello che avete fatto, voi delle bande armate, sia stata una bestiale cazzata. E' vero che la nostra è una democrazia del menga, ma è una democrazia.

Mi piacerebbe tanto che tu e i tuoi pari vi dissolviate nel nulla, se anche i giornalisti morbosi vi interrogano, voi tacete: non fatevi più sentire, godetevi il resto della vostra vita nell'oblio.

Noi vi ricorderemo, vi porteremo nella memoria, ricorderemo le vostre azioni, ricorderemo i vostri nomi, ricorderemo le vostre vittime: non aver paura, caro Renato, non sarai dimenticato.



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