sabato 10 maggio 2008

Skin Nerds

Come avrai certamente sentito, la scorsa settimana 5 simpatici ragazzi hanno pensato bene di pestare a morte un loro coetaneo per futili motivi, come ha detto il giudice, nelle vie di Verona.

Verona non è abituata a questo genere di cose, è una città di provincia e provinciale, fatta di gente a cui piace farsi gli affari suoi e intrisa di cultura cristiana, nel bene e nel male.
Non so quali sono le tue esperienze, ma ancora mi meraviglio quando sento di questi casi in cui viene pestata o uccisa una persona, chessò, perchè ti ha guardato storto, perchè ha sorriso alla tua ganza, perchè non si è fermata allo stop.
Se non che, almeno per questo caso, la deficienza dei 5 individui, perchè comunque la pensi, questi sono e restano 5 deficienti, è stata ben coltivata nel contesto dei gruppi dell'estrema destra.
Il Fronte Veneto Skin Heads, in cui i 5 militano, si è dissociato dall'azione dei 5, forse perchè non hanno ammazzato un marocchino, ma da che si dissociano? E' come se Pecoraro Scanio si dissociasse dall'emergenza rifiuti in Campania (comunque sia, un bell'esempio di cameratismo...proprio gente di cui ci si può fidare).
Personalmente ho sempre ritenuto gli skin una manica di vigliacchi senza palle, innanzitutto perchè si muovono sempre in gruppo, non conoscono l'etica del duello individuale perchè ogni loro gesto è mosso dalla paura: paura del diverso, paura dell'immigrato, paura degli ebrei. Hanno paura degli ebrei, figuriamoci...ogni mattino si svegliano terrorizzati che Israele gli tiri un'atomica sulla testa.
Ritengo gli skin dei piccoli uomini frustrati dalla loro incapacità di trovare una dimensione individuale alla loro esistenza, incapaci di valutare le loro qualità e i loro limiti e di conseguenza di essere in grado di porsi a testa alta contro il mondo. E' gente che ha paura, che fa fatica a vivere e che solo nel branco, e nell' ideologia, trova un senso di esistere; non hanno nulla di loro, hanno rinunciato ad avere una coscienza individuale, quel buonsenso che ti impedisce di spaccare la faccia al primo che passa solo perchè è diverso.
Dall'inizio dell'anno, le aggressioni riconducibili all'estrema destra, sono state 13, hanno fatto meno rumore perchè le vittime erano froci o immigrati. Purtroppo, in Verona questo genere di fatti trova un humus fertile su cui crescere. Il Veronese, per cultura, è sempre stato diffidente verso la diversità, è un suo limite: è un provinciale.
L'attore Alessandro Haber mi ha raccontato di essere vissuto qualche anno a Verona e di esserne fuggito rabbioso perchè l'ha trovata chiusa e ottusa: lui è una persona alquanto originale, ma non so dargli torto, anzi, non ha tutti i torti.
Esiste un proverbio che dice: - El veronese non te copa mia, ma el te fa morir - che indica la chiusura e la diffidenza verso el foresto, caratteristica tipica delle mentalità provinciali, da annoverarsi tra i difetti, ma come si dice, ognuno ha i suoi.
Solo che l'omicidio di Nicola, potrebbe essere una buona occasione per la città di farsi un'esame di coscienza e di cominciare a rivedere i propri modelli culturali. Questa è anche un'ottima occasione per i simpatizzanti dell'estrema destra di rivedere i propri valori e di sostituirli con altri, magari più solidi e utili.

Quando si dice che Verona non è una città malata si dice il vero. Però c'è questa strana tosse...
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