domenica 11 maggio 2008

A che servono i vecchi?

In una società che richiede (legittimamente) a gran voce lo "svecchiamento" a vari livelli, nella politica, nelle università, in un mondo sempre più veloce a cosa possono i vecchi?

Ad esempio a farci riflettere sul nostro presente e far tesoro della loro esperienza che è l'unica vera ricchezza che un essere umano riesce a raccogliere nella sua vita.
Quindi ti posto due stralci di Eco e Bocca presi dall'Espresso dell'8 Maggio e ti invito a leggerti i due articoli nella loro interezza perchè sono molto illuminanti e pure divertenti.

GIORGIO BOCCA
...un segno di questo tempo balordo è che Putin, l'erede della Rivoluzione d'Ottobre, del terrore staliniano, ma anche dei generali e dei soldati che hanno vinto la II guerra mondiale, un personaggio che partecipa al governo del mondo, non trovi di meglio per distrarsi che volare in Sardegna per ascoltare le canzonette del napoletano Apicella, amico di Silvio, o le battute in romanesco degli attori del Bagaglino.

UMBERTO ECO
Dicevo che i giornali definivano "deliranti" i comunicati delle Brigate Rosse quando sostenevano che esisteva il cosiddetto Sim, ovvero lo Stato Imperialistico delle Multinazionali, mentre questa (anche se espressa con una formula un poco folkloristica) era l'unica idea non delirante di tutta la faccenda, salvo che non era la loro...

Quelle che erano veramente deliranti nel pensiero delle Brigate Rosse e dei gruppi terroristici affini erano le conclusioni che traevano...

Ora chi trae conclusioni sbagliate da una premessa tutto sommato accettabile non è un compagno che sbaglia. Se un mio compagno di scuola avesse affermato che il sole gira intorno alla terra o che due più due fa cinque non lo avrei definito un compagno che sbagliava bensì un coglione.

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