
Come nasce un personaggio, che ne so, di un fumetto,
di un romanzo, di un film? Personalmente io sono tormentato da queste
domande. Ogni volta che mi imbatto in qualcosa di creativamente sconvolgente la prima
domanda che mi pongo è “ Ma come cazzo gli è venuta questa fantastica
idea!”.
Per esempio, Alan Moore come gli è venuta
l’idea dei Watchmen? Quale input gli è maturato nel cervello per fargli
partorire un capolavoro di tal fatta? E' per questo che ora ti racconterò come mi è venuta l’idea dell’Agente
Speciale Rocco ( vabbè io non sono Moore, Rocco non è Watchmen ma questo
è il mio blog ma per me, il fatto di aver solo pensato un qualcosina come l'Agente Speciale Rocco è già qualcosa di sconvolgente.).
Si era sul finire degli anni ’80 quando venni folgorato dai film dell’ Ispettore Callaghan. Il
personaggio interpretato da Eastwood lo conoscevo di fama ma non avevo
mai visto un film ( all’epoca li replicavano spesso su R4 ).
Così
quando potei gustarmeli per intero rimasi basito. Storie semplici,
asciutte, con dialoghi scarni ma ben calibrati. Frasi d’effetto al punto
giusto e al momento giusto, una giusta dose di azione e di suspence e
niente di inutilmente iperbolico. Sempre in quel
periodo, conobbi quello che a mio avviso è l’erede di Dirty Harry,
ovvero il detective McKean ( credo che il nome sia corretto )
interpretato da Bruce Willis nella serie Die Hard. Anche
qui uno sbirro duro e puro tutta legge e distintivo, diverso sotto
molti punti di vista da Dirty Harry ma con la stessa propensione a
riempire di piombo i cattivi.
Credo che comunque la
svolta l’ebbi quando aprendo un numero della rivista 1984 ( comprata da
un rigattiere ) mi imbattei in un imperdibile fumetto disegnato da Brian
Bolland e sceneggiato da non so chi: era Judge Dredd vs Judge Death!!! Mi
beccai un overdose di violenza e legalità che andò a sommarsi ad altri
stimoli come il Gene Hackman de “Il braccio violento della legge” e
James Bond che credo ormai faccia parte del nostro patrimonio genetico.
A
tutto ciò si deve anche aggiungere la mia attrazione verso gli agenti
dell’ FBI che per me sono in non plus ultra dello sbirro, sono lo sbirro
per eccellenza. Avete presente “Mississipi Burning” di Alan Parker,
dove troviamo Hackman e Dafoe perfettamenti incravattati nei loro abiti
scuri, nelle loro gigantesche automobili scure tra i bifolchi del sud
dell’Unione? Credo di aver avuto un orgasmo per ogni scena dove
comparivano.
Persino su Matrix…io facevo il tifo per i cattivi! Con i loro occhiali scuri e il loro auricolare.
Evidentemente
tutto questo ( e forse qualcos’altro ) ha cominciato a stimolare gli
scarsi neuroni che mi ritrovo finchè un bel giorno…Plof…mi viene il
nome…Agente Speciale Rocco! A dire il vero la qualifica di Agente
Speciale era proprio lo stimolo primario ( Eh, mi stavo dimenticando dei
mitici John Steed ed Emma Peel ), ma mi mancava il nome…qualcosa di
duro e ottuso…come dev’essere uno sbirro che si rispetti…ed ecco Rocco!
Secco, spietato, solido come una…roccia ( Rock )…si era il nome giusto,
anche a pronunciarlo suona bene, provaci: A-gen-te spe-cia-le Roc-co!
La prima stesura dell’Agente Speciale Rocco era una porcheria, ma l’idea c’era.
Rocco
era il classico agente speciale della CIA e la prima avventura lo
vedeva affrontare una gang di spie cinesi che voleva impossessarsi di un
prezioso rubino per costruire un potente cannone laser. Rocco sostituì
il rubino con un rubinetto e il progetto dei cinesi fece acqua da tutte
le parti ( era questa la battuta finale del comic ).
Poi
prendendo spunto dall’incipit di “Apocalipse Now” di Coppola scrissi la
storia in cui Rocco scopriva un complotto in una missione, storia che
non vi racconto ma che troverete ulteriormente sviluppata nelle prossime
puntate pubblicate su
http://www.agenterocco.it/.
La
terza avventura di Rocco, raccontava di come il nostro Agente Speciale
togliesse dalla circolazione un tirannno cambiando sesso al cancello
d’ingresso della reggia, che da cancello diventò cancella, cancellando,
al suo passaggio, il tiranno dalla faccia della terra.
Poi il nulla…Rocco restò per anni un’idea fermata su alcuni appunti e schizzi appena abbozzati.
Finchè, circa dieci anni dopo, in altri luoghi e altre situazioni…arrivò la notizia dell’ UMTS.
Siamo
perciò sul finire degli anni’90 o primi 00…non si parlava d’altro che
del miracolo dell’UMTS e dell’assegnazione delle frequenze.
In realtà allora nessuno aveva ben capito che cosa fosse e che cosa servisse ‘sto UMTS.
Per
lo più tutti erano estasiati dal fatto che nel futuro prossimo venturo
ci si potesse videochiamare…cosa che oggi ovviamente non fa nessuno.
Nessuno prevedeva il web 2.0, la possibilità di filmare e condividere i
contenuti, il Bluetooth ecc…
Fu allora che misi insieme
le due cose, lo sbirro stupido e l’UMTS, ci elucubrai un po’ sopra
cercando di incastrarli l’uno sull’altro come pezzi di Tetris finchè non
mi uscì l’United Mobile Telecommunications Security!
Finalmente
avevo una cosa fatta e finita per le mani! Avevo un personaggio
dall’aspetto ottuso, cattivo ed elegante, avevo una sigla semplice e
riconoscibile con un simpatico gioco di acronimi, avevo parecchi spunti
da cui attingere ( non ultimo lo S.H.I.E.L.D. di Nick Fury della Marvel
)…avevo fatto Bingo!
In questa sua rinascita affibbiai a
Rocco i suoi principali antagonisti: i Teschi Rossi e il Dottor “V”,
ovvero i terroristi e lo scienziato pazzo. Lo spunto creativo mi è
venuto molto semplicemente dai due cattivi più cattivi che io conosca (
escludendo Darth Vader ) ovvero il Teschio Rosso di Cap. America e
l’affascinante Dottor Destino dei Fantastici 4.
Ma anche per quella volta, si vede che i tempi non erano maturi…quindi arriviamo ad oggi.
Qualche
mese fa ho ripreso in mano i vecchi abbozzi…ho rimesso in moto i
neuroni e…piano piano…una nuova idea si è fatta strada…ed ora la puoi
vedere su
http://www.agenterocco.it/ così è, se ti piace.