giovedì 2 febbraio 2012

Il Mostro e il Mistero secondo OdB -parte 1

Quello che, a partire da oggi vi pubblico in 4 parti, è un articolo di Oreste del Buono pubblicato nel 1983 sul catalogo della mostra Dr.Gir e Monsieur Moebius tenutasi a Siena in quell'anno. E' un articolo divertente e sorprendentemente illuminante, come solo Oreste del Buono sapeva scrivere. Non dico altro e vi lascio alla lettura.

Il mostro e il mistero di Oreste del Buono

Jean Giraud è nato nel 1938 a Fontenay-sous-Bois. Oggi siamo nel 1983 a Siena, e c'è una sua grande mostra. La mostra se la merita perchè è indubbiamente un mostro. Gran parte del fascino dei mostri, di qualsiasi mostro di qualsiasi disciplina consiste nel mistero. Ed è un mistero appunto che Moebius sia così bravo.
Senza pretendere di chiarire interamente il mistero, dato che, oltre a tutto un effettivo chiarimento porterebbe inevitabilmente ad un ridimensionamento della mostruosità, proviamo a saperne qualcosa di più. Consultiamo, a esempio, l'entretien avec Jean Giraud di Schtroumpf, le cahiers de la bande dessinèe, 1974. E' un'autointervista disegnata e scritta dal mostro in persona. Comincia con una grande tavola a piena pagina. Da sinistra viene la nuvoletta con la domanda:- Pronto per l'intervista?- -Un attimo!- risponde esclamativamente, ovviamente un'altra nuvoletta, l'intervistando.

E' in piedi, in tenuta da lavoro artistico, ma la sua testa, il suo naso, il suo mento, il suo collo sono tutti scorticati, senza la protezione della pelle, come certe figure nei manuali di anatomia seviziate dal disegno per fare vedere in che modo si è fatti sotto la pelle. A scorticare un poco ancora, emergerebbe il teschio, e già al posto del naso c'è un buco nero e  i denti sono paurosamente nudi e bianchi. In mano, comunque, l'intervistando ha una testa cappelluta, occhialuta, baffuta con la pelle porosa e puntinata tutta pellosa, la testa con cui Jean Giraud si ritrae ogni tanto.

Nella seconda immagine dell'intervista, non più una grande tavola ma appena uno dei cinque spazi irregolari in cui si suddivide la seconda pagina, l'intervistando, ormai nella parte di intervistato, s'è infilato la testa da Jean Giraud e attacca a rispondere a domande e controdomande di un intervistatore che la sa evidentemente lunga, la sa come se parlasse con se stesso.
-Ehi, Giraud, perchè hai continuato per tanto tempo a disegnar Blueberry?...Perchè?...-
-Perchè è un fumetto che marcia bene!... E perchè mi ci son voluti circa otto anni prima d'essere relativamente soddisfatto dei miei disegni...-

Per la storia di Jean Giraud l'incontro con Jean Michel Charlier costituisce una citazione d'obbligo. Perchè Jean Giraud disegna da sempre. Studia anche disegno alle Arts appliqueèes, ma non per molto, ha qualche difficoltà come studente, impara di più da autodidatta, da dilettante, da amatore. Con i comics comincia presto qua e la a partire dal 1956. Collaborazioni a Far West, Coeurs Vaillants, eccetera, testate del genere.

Le prime immagini adorate sono certe incisioni di fine secolo a firma di Gustave Dorè, per fare un nome, ma Jean Giraud non ne tiene troppo conto negli esordi professionali. Istintiva autodifesa, probabilmente teme che ne potrebbero tenere, invece, persino troppo conto i datori di lavoro, non dandogliene più. Quelle immagini però, gli stanno dentro, aspettando di venir fuori una volta o l'altra.

Continua nel prossimo post!                     Il Dr. Gir et Monsieur Moebius su Anobii
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