domenica 12 febbraio 2012

Il magazzino di Mètal Hurlant 3

Anche per oggi una dose di recnsioni apparse su Mètal Hurlant.

STEFANIA
(Panny Shop -Piazzale Clodio- Roma)
La scusa dei blue-jeans che ganno male, per poi finire sempre a far l'amore (Pupo)
Entri in negozio e già ti senti affascinato. Non ne esiste una che, a vent'anni o poco più, abbia capito così a fondo l'arte di vendere. Il suo metodo è semplice ma di sicuro effetto: scelti i pantaloni giusti, indossati nella cameretta apposita (dove speri sempre che entri all'improvviso), comincia un gioco che sa molto di pirandelliano. "Stai bene", "no, non sei affatto grasso", "sei carino", "perchè dici di avere il sederone", il tutto condito da sorrisi mozzafiato e da lunghi sguardi profondi.
Si esce dal suo negozio con un numero incredibile di pantaloni, ma il bello è che non vedi l'ora di tornare a comprarne altri.
Tu non sai se Stefania finge fino a che punto, sai solo d'essere pazzamente innamorato. Comunque, cercate di non cadere nelle sue arti subdole: infatti è piuttosto imbarrazzante ritrovarsi in una quindicina davanti al negozio tutti con la scusa della lampo difettosa. (l.r.)

THOMAS DE QUINCEY: CONFESSIONI DI UN OPPIOMANE
(Einaudi - £ 3.000)
Astuto benpensante inglese, famoso nella Londra vittoriana per aver detto spesso in pubblico per una quarantina d'anni: "Ancora una e poi basta". (o.c.)

Da Mètal Hurlant ad Heavy Metal


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