martedì 17 gennaio 2012

L'alfabeto Ogham nella tradizione celtica

Nella civiltà celta, le tradizioni venivano tramandate oralmente, in quanto la scrittura godeva di poco prestigio. Anche le parole, però, male interpretavano il pensiero puro e non potevano far altro che contaminarlo.
L'alfabeto Ogham, quindi si prestava essaenzialmente ad essere usato per le incisioni su roccia o su corteccia. E' un alfabeto in base 5, cioè composto da 5 vocali, 5 dittonghi, e 3x5 consonanti, strutturati in lineette che possono o meno tagliare una linea guida verticale.
L'Ogham è un insieme di lettere mute, di simbolismi e di proprietà magiche la cui conquista è paragonabile a quella del fuoco di Prometeo, in quanto il dio dell'eloquenza e della magiaOgme dovette soffrire mille pene prima di apprenderne i segreti.
Le 15 consonanti, si abbinavano bene a serie di oggetti ( stelle, colori, animali) e per essere collegate ai 13 mesi lunari.
Le parole, poi, nascono dallo scontro/unione delle lettere e il testo gallese Cad Goddeau narra proprio del combattimento delle piante e degli alberi che evidenziano le loro peculiari proprietà e caratteristiche nella narrazione.
I simboli Ogham vengono così presto associati ad una sorta di zodiaco, in cui il nascituro non solo acquista i caratteri predominanti della pianta, ma ne diventa anche il protetto. Questa è una vera e propria custode che può fornire energia al solo contatto, dare consigli quando invocata oppure fungere da ascoltatrice nei momenti difficili o di euforia. Il tutto anche attraverso una sola foglia o un pezzetto dicorteccia, portata come talismano.
In effetti, le tradizioni naturalistiche dei Celti rimasero nella cultura popolare anche dopo l'avvento del cristianesimo, portate avanti essenzialmente dalle donne.    Scrivere in Ogham
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