sabato 17 maggio 2008

Pulizie di primavera

E' giunto il tempo delle pulizie di primavera, il momento in cui si da aria al cervello, si toglie la polvere dagli angoli più remoti e ci si riordinano i pensieri.
Non avrei mai pensato che mi fosse così utile e interessante curare un blog. Non tanto per te che stai leggendo, ma per me che sto scrivendo. Per me, appunto, è stata un'ottima opportunità per fare ordine nelle poche e ben confuse idee che mi porto dentro. Avrei potuto farlo in un diario personale è vero, ma condividerle in rete mi da maggior sprone: soddisfa il mio ego per capirci.
Inoltre, devo aver scritto qualcosa di sensato dato che ho potuto constatare di essere stato citato in altri siti. Buon per me.

Sono molto contento che queste pagine elettroniche siano diventate una mia abitudine, dato che tendo ad essere piuttosto incostante, Stranamente non mi sono mai pentito della scelta del nome del Blog che trovo sia stata estremamente felice perchè ricalca la linea editoriale dei contenuti, ovvero nessuna linea editoriale.

Quando decisi di aprire queste pagine, l'intenzione semplice era quella di far conoscere tutte le cosette prodotte nella mia esistenza e che, nella maggior parte dei casi, non aveva trovato spazio altrove. Poi il discorso si è allargato e mi sono detto, perchè non postare anche tutte quelle immagini interessanti che ho nel mio archivio, perchè non postare tutte quelle stranezze dell'epoca pre-blog. Mi sembrava una cosa migliore rispetto alla ridondante replicazione delle immagini di YouTube.

E così ora, a commento dei post trovi dei francobolli cinesi e troverai pure biglietti di tram, concerti, treni, cartoline, ecc... provenienti dagli abissi del secolo scorso. A qualche utilità tutto questo? Può essere interessante? Quasi certamente no. Ma questi oggetti, queste cose, così come le mie opere e i miei pensieri, in fondo non fanno altro che disegnare il contorno della mia esistenza, come dire Bloggo ergo sum.

Se tu che stai leggendo hai circa vent'anni, non ricorderai di certo gli anni della guerra fredda, com'era l'aria di quegli anni, come sono stati decisivi gli ultimi anni del secolo scorso. Ti posso dire che non erano affatto bei tempi, chi ti dice che una volta si stava meglio ti dice una minchiata. Tra terrorismo e testate atomiche si viveva in un clima di apocalisse imminente che comunque annichiliva ogni volontà di allegria. Problemi diversi da quelli odierni, forse più lontani dal quotidiano, ma comunque reali e concreti.

Ho un vantaggio che mi voglio godere e che nessuno può togliermi: ho quarantanni e passa.Ne ho di cose da dire e raccontare, Inshallah ho anche qualche strumento per farlo, ogni giorno che passa ne ho sempre di più. E' il bello della memoria. Vorrei che tutto questo si manifestasse, non so se riuscirò nell'intento e nemmeno lo prendo come impegno. Voglio vivere queste pagine elettriche con leggerezza.
Dato che ritengo che abbiamo iniziato a percorrere la china di un nuovo medioevo, che l'Età dell'oro abbia iniziato la sua finale agonia, sarà interessante raccontare il com'era, il com'è e tirare ad indovinare su il come sarà.

Benvenuto ai tempi nuovi.

venerdì 16 maggio 2008

Il Ritorno del Cavaliere Oscuro

Nel n° 1 di gennaio 1988, sulle pagine del magazine Corto Maltese, arriva in Italia Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, il fumetto che più di ogni altro ha rinverdito il mito di Batman; anzi secondo Alan Moore, di cui ricordo lo splendido Killing Joke, quest'opera di Miller è quella che toglie Batman dal limbo dei fumetti per portarlo nell'olimpo del mito.

Nelle pagine di Corto Maltese, il comic di Miller era appunto introdotto da un bellissimo articolo di Alan Moore che però non ho voglia di riscrivere per intero, a meno che tu non me lo chieda espressamente. Potrei pure accontentarti.
E su questo non ho altro da dire, dato che in rete sull'argomento ne trovate di tutti i colori.
L'unica cosa certa è, che se non fosse stato per l'opera di Miller, quasi certamente il Batman non avrebbe goduto di una nuova giovinezza e a noi ci sarebbe mancato qualcosa.
Se poi pensi che Batman viene creato nel 1939 e che perciò l'anno prossimo compie 70 anni, direi che è una età ragguardevole per un personaggio di fumetti così complicato. Un retaggio del secolo scorso.

Ti consiglio di Visitare DataComics

giovedì 15 maggio 2008

Miseria nera


mercoledì 14 maggio 2008

Il Paradiso può attendere


Integrazione delle 13.48

A ben pensarci, ora, tutto il potere in Roma Capitale è in mano agli Alemanni.
Alemanno è il Sindaco, alemanno è il Papa. Speriamo solo che i due non vengano alle mani.

Roma Kaputt Mundi.

martedì 13 maggio 2008

Pubblicità e Fumetti n°3


Un altro conturbante Manara per questa curiosa campagna Clear del secolo scorso, ma lo fanno ancora il Clear?
Già che ci sono ti segnalo questo articolo su Punto Informatico che elenca i vincitori, con relative motivazioni del Big Brothers Awards 2008. Un premio e un articolo molto interessante che può farci riflettere su molte cosette.

Invece, se vuoi vedere altri esempi dove la pubblicità incontra il fumetto >>>

domenica 11 maggio 2008

A che servono i vecchi?

In una società che richiede (legittimamente) a gran voce lo "svecchiamento" a vari livelli, nella politica, nelle università, in un mondo sempre più veloce a cosa possono i vecchi?

Ad esempio a farci riflettere sul nostro presente e far tesoro della loro esperienza che è l'unica vera ricchezza che un essere umano riesce a raccogliere nella sua vita.
Quindi ti posto due stralci di Eco e Bocca presi dall'Espresso dell'8 Maggio e ti invito a leggerti i due articoli nella loro interezza perchè sono molto illuminanti e pure divertenti.

GIORGIO BOCCA
...un segno di questo tempo balordo è che Putin, l'erede della Rivoluzione d'Ottobre, del terrore staliniano, ma anche dei generali e dei soldati che hanno vinto la II guerra mondiale, un personaggio che partecipa al governo del mondo, non trovi di meglio per distrarsi che volare in Sardegna per ascoltare le canzonette del napoletano Apicella, amico di Silvio, o le battute in romanesco degli attori del Bagaglino.

UMBERTO ECO
Dicevo che i giornali definivano "deliranti" i comunicati delle Brigate Rosse quando sostenevano che esisteva il cosiddetto Sim, ovvero lo Stato Imperialistico delle Multinazionali, mentre questa (anche se espressa con una formula un poco folkloristica) era l'unica idea non delirante di tutta la faccenda, salvo che non era la loro...

Quelle che erano veramente deliranti nel pensiero delle Brigate Rosse e dei gruppi terroristici affini erano le conclusioni che traevano...

Ora chi trae conclusioni sbagliate da una premessa tutto sommato accettabile non è un compagno che sbaglia. Se un mio compagno di scuola avesse affermato che il sole gira intorno alla terra o che due più due fa cinque non lo avrei definito un compagno che sbagliava bensì un coglione.

sabato 10 maggio 2008

Skin Nerds

Come avrai certamente sentito, la scorsa settimana 5 simpatici ragazzi hanno pensato bene di pestare a morte un loro coetaneo per futili motivi, come ha detto il giudice, nelle vie di Verona.

Verona non è abituata a questo genere di cose, è una città di provincia e provinciale, fatta di gente a cui piace farsi gli affari suoi e intrisa di cultura cristiana, nel bene e nel male.
Non so quali sono le tue esperienze, ma ancora mi meraviglio quando sento di questi casi in cui viene pestata o uccisa una persona, chessò, perchè ti ha guardato storto, perchè ha sorriso alla tua ganza, perchè non si è fermata allo stop.
Se non che, almeno per questo caso, la deficienza dei 5 individui, perchè comunque la pensi, questi sono e restano 5 deficienti, è stata ben coltivata nel contesto dei gruppi dell'estrema destra.
Il Fronte Veneto Skin Heads, in cui i 5 militano, si è dissociato dall'azione dei 5, forse perchè non hanno ammazzato un marocchino, ma da che si dissociano? E' come se Pecoraro Scanio si dissociasse dall'emergenza rifiuti in Campania (comunque sia, un bell'esempio di cameratismo...proprio gente di cui ci si può fidare).
Personalmente ho sempre ritenuto gli skin una manica di vigliacchi senza palle, innanzitutto perchè si muovono sempre in gruppo, non conoscono l'etica del duello individuale perchè ogni loro gesto è mosso dalla paura: paura del diverso, paura dell'immigrato, paura degli ebrei. Hanno paura degli ebrei, figuriamoci...ogni mattino si svegliano terrorizzati che Israele gli tiri un'atomica sulla testa.
Ritengo gli skin dei piccoli uomini frustrati dalla loro incapacità di trovare una dimensione individuale alla loro esistenza, incapaci di valutare le loro qualità e i loro limiti e di conseguenza di essere in grado di porsi a testa alta contro il mondo. E' gente che ha paura, che fa fatica a vivere e che solo nel branco, e nell' ideologia, trova un senso di esistere; non hanno nulla di loro, hanno rinunciato ad avere una coscienza individuale, quel buonsenso che ti impedisce di spaccare la faccia al primo che passa solo perchè è diverso.
Dall'inizio dell'anno, le aggressioni riconducibili all'estrema destra, sono state 13, hanno fatto meno rumore perchè le vittime erano froci o immigrati. Purtroppo, in Verona questo genere di fatti trova un humus fertile su cui crescere. Il Veronese, per cultura, è sempre stato diffidente verso la diversità, è un suo limite: è un provinciale.
L'attore Alessandro Haber mi ha raccontato di essere vissuto qualche anno a Verona e di esserne fuggito rabbioso perchè l'ha trovata chiusa e ottusa: lui è una persona alquanto originale, ma non so dargli torto, anzi, non ha tutti i torti.
Esiste un proverbio che dice: - El veronese non te copa mia, ma el te fa morir - che indica la chiusura e la diffidenza verso el foresto, caratteristica tipica delle mentalità provinciali, da annoverarsi tra i difetti, ma come si dice, ognuno ha i suoi.
Solo che l'omicidio di Nicola, potrebbe essere una buona occasione per la città di farsi un'esame di coscienza e di cominciare a rivedere i propri modelli culturali. Questa è anche un'ottima occasione per i simpatizzanti dell'estrema destra di rivedere i propri valori e di sostituirli con altri, magari più solidi e utili.

Quando si dice che Verona non è una città malata si dice il vero. Però c'è questa strana tosse...

giovedì 8 maggio 2008

Alice guarda i gatti


da Alice nel Paese delle Meraviglie - Lewis Caroll - De Agostini

-Quando eravamo piccoli-, continuò finalmente la Finta Tartaruga, più calma, ma ancora squassata ogni tanto da un singhiozzo,-Andavamo a scuola nel mare. Il maestro era una vecchia Tartaruga...lo chiamavamo Testuggine...-
-Perchè lo chiamavate Testuggine, se non lo era?-
-Lo chiamavamo Testuggine perchè ci dava i libri di testo-, disse irritata la Finta Tartaruga.

mercoledì 7 maggio 2008

Citazione

Se taccio, sappi che setaccio
(Beppe Mora)

sabato 3 maggio 2008

Ancora sui Giza Quetzalcoatl

Ritorno sui Gizia Quetzacoatl per inaugurare il mio primo e spero non ultimo video su questo blog. I Giza sono un gruppo musicale strano, di certo sono un gruppo, che poi siano una band nel senso stretto del termine, questo è tutto da vedere.

So per certo che per loro si stanno aprendo delle strade molto interessanti e anche importanti, non certo nel settore discografico ovviamente.

Dei Giza ne ho già parlato qualche tempo fa e quello che ho scritto può esserti utile per chiarirti un po' le idee sul loro lavoro >>>Vedi>>>.

Comunque sia, hanno anche un loro sito, scarso di messaggi, ma ricco di significati >>>Vedi>>>

Che dire di più? Ascoltali e dimmi che ti pare.

venerdì 2 maggio 2008

L'Ultimo Macello


Il 25 Maggio duemilaqualchecosa, Mauro Rampagni, detto "Crack", noto alla Digos per la sua attiva militanza anarchica, esce di casa per recarsi al vicino Centro Sociale Occupato che abitualmente frequenta. Girato l'angolo tra via G.Rossa e corso De Felice, il Rampagni si ritrova faccia a faccia con "Mazza Nera, al secolo Italo Barbierini, anch'esso noto alla Digos per la sua militanza attiva nel gruppo naziskin "Città Ariana".

Essendo un militante pacifista, notare che ho detto pacifista e non non violento, il Rampagni cerca di aggirare l'inaspettato ostacolo ignorandolo, ma essendo risaputo che gli skin non vengono mai da soli, il malcapitato si ritrova suo malgrado circondato dal resto del gruppo.

Facendo di necessità virtù, il Rampagni estrae una corta sbarra d'acciaio dal suo giubbotto facendo onore al suo nome d'arte, "Crack" per i più distratti. Ma nonostante la strenua resistenza, il Rampagni sembra soccombere alla sorverchiante forza delle milizie nazifasciste; quand'ecco che un baluginare psichedelico di luci azzurre illumina lo scenario della battaglia.

Fonte del prodigio luminoso è la volante su cui a bordo si trovano gli agenti Salvini e Bitozzi che, sebbene riluttanti, decidono di compiere il loro dovere buttandosi nella mischia e menando colpi a destra e manca: bipartisan per capirci. Destino vuole che in quel mente si ritrovi a passare sul luogo dello scontro un non meglio qualificato collaboratore dei servizi segreti.

Il sedicente collaboratore ha una certa urgenza di liberarsi di uno scomodo pacco che in realtà doveva essere abbandonato in una carrozza ferroviaria ma che, a seguito di un contro ordine, ora si ritrovava scomodamente tra le mani; così pensa bene di lasciarlo tra i piedi degli ignari partecipanti alla mischia.

La violenta esplosione non si fa attendere e l'immane boato attira sul posto torme numerose di militanti delle opposte fazioni e forze dell'ordine che, accusandosi reciprocamente, continuano la battaglia estendendola all'intero territorio metropolitano.

Nel caos generale, nessuno nota che l'esplosione ha raso al suolo la piccola ambasciata del Burugundi, una piccola repubblica islamica dell'Africa. Il Leader spirituale e Politico del Burugundi approfitta dell'occasione per non pagare vent'anni di forniture militari dichiarando guerra all'Italia. Armato di una mitragliatrice avvitata alla buona sulla carlinga, il bimotore presidenziale lascia l'unico aereoporto del Burugundi alla volta della penisola italica.

Nel frattempo, come previsto dallo statuto dell'alleanza, l'intera NATO entra a fianco dell'Italia contro la piccola repubblica islamica, con la logica conseguenza di surriscaldare i rapporti con Russia e Cina da sempre vicini al Burugundi.

La crisi viene presa molto seriamente dal Segretario Generale dell'ONU che moltiplica la sua presenza in cene, banchetti, galà televisivi, sagre paesane e lotterie. Tutta questa fervente attività diplomatica sembra raffreddare la crisi ma un triste evento fa precipitare la situazione.
Il piccolo aereo turistico, orgoglio dell'aviazione militare burundese, sparisce misteriosamente nel Mediterraneo, a pochi chilometri dalle coste Italiane. Sebbene, molto probabilmente, la causa della scomparsa potrebbe essere attribuita ad un guasto o ad una fatalità, nella tensione generale del periodo, vennero accusate le forze navali della marina americana dislocate nel ex mare nostrum.

Si aprono i silos.

Pochi si accorgono di qualcosa, i più vengono infastiditi da un fischio furioso e crescente, prima di essere definitivamente vaporizzati.
E' iniziata la primavera della bomba: si squagliarono i poli e i ghiacciai, avanzano deserti di cenere, l'intero pianeta viene squassato da terremoti e nubifragi di pioggia acida, ovunque è cenere, morte, distruzione e silenzio.

E' finita la bella stagione.

giovedì 1 maggio 2008

Che Festa il Lavoro

E come ogni anno è arrivata la Festa del Lavoro che per me è sempre stata una felice contraddizione di termini. Quest'anno, in particolare, questa festa cada in un momento in cui pure i sindacati confederali sono stati messi in crisi dalle ultime elezioni.

E ben gli sta! Così si svegliano e ritornano a far gli interessi dei lavoratori dipendenti, invece di curarsi i loro. I lavoratori dipendenti, che fessi non sono, alla "Trimurti" ora preferiscono i sindacati della Lega.
Sinceramente non riesco a dargli torto.

Comunque sia, già che sei qui, vatti a vedere questo filmato che il sottoscritto e Damiano Agosti realizzamo in occasione della manifestazione che la "Trimurti" organizzò quando il Pirla di Arcole ventilò l'ipotesi di abolire l'Art. 18.

Buon Divertimento

mercoledì 30 aprile 2008

La T-Rex n°3


Questa maglietta è legata alla breve vita del nostro allegro complessino e direi che per i più acculturati si commenta da sola. A proposito, il film dei Watchmen esce nel 2009. Su YouTube c'è già il Tycoon e in giro circolano già le prime foto dei personaggi.

domenica 27 aprile 2008

Il Golem

" Dopo aver recitato certe preghiere e digiunato per qualche giorno, gli ebrei polacchi plasmano con argilla la figura di un unomo, e quando pronunciano il nome segreto di Dio essa deve prendere vita. E' vero che non può parlare , però capisce abbastanza bene ciò che gli si dice.

Viene chiamato Golem e usato come servo per le faccende domestiche; ma gli è vietato uscire di casa. Sulla fronte del Golem sta scritta la parola Emeth, che significa Verità, ma ogni giorno la creatura d'argilla cresce e spesso diviene più grande e forte dei suoi padroni. Per paura, quindi, gli altri cancellano dalla fronte della creatura la prima lettera, Aleph, in modo che resti solo la scritta meth, morto, ed ecco che il Golem crolla a terra lascinado un mucchio di argilla inanimata.

Una volta, un tale non si proccupò delle dimensioni del suo Golem e questo crebbe tanto che il suo padrone non riusciva a raggiungervi la fronte. Preso da gran paura, quest'uomo ordino di togliere gli stivali al Golem, confidando che, quando si sarebbe chinato per rimetterseli, avrebbe potuto arrivare alla fronte. E così fu infatti, solo che l'intera massa di argilla franò sull'ebreo che ne rimase sepolto."

Questa versione tragicomica della leggenda del Golem appartiene a Jacon Grimm, uno dei due famosi fratelli, ed è legata alla tradizione più recente che si diffonde nelle comunità ebraiche dell'Europa Orientale, sopratutto a Praga, intorno al secolo XVII.

A volte uno servo sciocco, a volte un protettore degli ebrei perseguitati, nelle diverse epoche il Golem vede mutare i suoi ruoli allontanandosi sempre più da quella che in origine era la sua matrice simbolica. In effetti, il primo Golem sarebbe stato niente meno che Adamo, almeno in una fase della sua creazione, nella seconda ora del primo giorno, quando, secondo il Talmud, il nostro progenitore era ancora una massa di argilla informe. Golem significa, infatti, più o meno amorfo o informe, comunque sia, privo di anima.

Fu solo in seguito che l'evoluzione del mito, della leggenda portarono a concepire il Golem come il simulacro della creazione divina: così come Iddio aveva creato l'uomo, l'uomo ha creato il Golem, imitando, senza ottenere lo stesso risultato, la creazione divina.

La leggenda del Golem si diffonde in Europa con la diffusione della Qabbalah: che, in realtà non sarebbe altro che la Legge orale che Mosè ricevette sul Sinai insieme alle Tavole della Legge Scritta, la Torah. Il fatto di essere orale, consentì alla Qabbalah di tramandarsi da maestro a discepolo in modo praticamente esclusivo, favorendone i suoi aspetti esoterici. Il legame tra Golem e Qabbalah lo si può intuire dal modo in cui viene creato, cioè attaverso il pronunziamento di formule alfabetico-numeriche, mentre per distruggerlo, sarebbe sufficente la cancellazione della prima lettera della parola emeth.

Il Golem è senza dubbio una leggenda, amche se qualcuno sostiene che ci siano delle basi storiche accertate per quando riguarda la vicenda del rabbino Loew, personaggio strettamente legato al mito del Golem. Il rabbino Loew, avrebbe effettivamente costruito un servo d'argilla o altro materiale, capace di muoversi in qualche misura. Ma , si aggiunge, il moto sarebbe stato favorito da qualche meccanismo interno. Quindi il Golem in realtà non sarebbe altro che un automa, un proto-robot.

Riguardo al Golem vi segnalo questi titoli: Il Golem - film muto del 1920 per la regia di Wegener, capolavoro dell'espressionismo tedesco da tenere nella propria videoteca insieme al Nosferatu di Murnau e al Gabinetto del Dotto Caligari, sempre dello stesso periodo.

Il Golem - Stupendo e magico romanzo di Gustav Meinrick, che ha traghettato la leggenda del mostro di argilla nell'ottuso positivismo del novecento.

Il Golem - Breve, magico, intenso ed evocativo fumetto del grande Dino Battaglia.

sabato 26 aprile 2008

Psico Pop


Negli anni '80 l'internet era una cosa che vedevi solo nei film di fantascienza. Uno dei modi per idffondere i propri pensieri e la propria arte erano le fanzine, di cui già ho accennato. Questo è un altro rimasuglio della fanzine che curavo: "Carta Scritta".
Come ogni immagine di questo blog, se ci clicchi sopra la vedi ingrandita e la puoi apprezzare meglio. Il personaggio beccuto disegnato in b/n è un prezioso contributo lasciatomi da Beppe Mora, illustratore e fine satirico.

venerdì 25 aprile 2008

Pubblicità e Fumetti n°2


E' già passato un mese e manco me ne sono accorto. Il fatto è che sto vivendo un periodo piuttosto complicato e la vita reale mi tiene lontano dai miei impegni con la rete. In effetti sono pure in arretrato con le uscite dell'Agente Rocco e credo che i miei lettori siano piuttosto contrariati per questo.

Comunque sia, eccovi un'altra chicca del passato, un brillante Milo Manara per la campagna Clear uscita sulle pagine di Corto Maltese nella seconda metà degli anni '80 del secolo scorso.

domenica 30 marzo 2008

Pubblicità e Fumetti n°1


Dopo averti proposto l'aberrante Gino goes to Biella della Pionieer, da oggi inizierò con un ciclo di pubblicità forforose sempre di quegli anni. Per la precisione siamo tra il 1986 e il 1987 e le short novel vedono coinvolti i big del fumetto del periodo. Quelle che io ho trovato, le ho ricavate dalla rivista Corto Maltese, credo rappresentino l'intera campagna.

Inizio con un Guido Crepax niente male, ah clicca sull'immagine per ingrandirla...

Una bella riflessione su pubblicità e fumetto >>>

giovedì 20 marzo 2008

Gino goes to Biella

Gino goes to Biella - Pubblicità Pioneer - 1986

Che stress! Sono andato fino a Biella per comprare un paio di stivali texani troppo giusti. Saranno l'invidia di tutti i frènds e può darsi che le ragazze finalmente si accorgano di me.

Domenica faccio un party a casa e ne approfitto per sfoggiarli insieme all'ultimo regalo del mio Sapiens: un Pioneer Shelf S-4400, il nuovo tumàch dei tumàach.

Ampli 50 Watt, equalizzatore grafico a 5 bande incorporato e ingresso microfono con miscelatore, giradischi completamente automatico, casse a 2 vie, doppia piastra autoreverse in registrazione e in ascolto. Dolby B, doppia velocità di copia, sinto digitale a 8+8 preselezioni di memoria, Compact Disk Player, il tutto ad un prezzo da sballo.

Inviterò anche la Teresa, sperando che non parli tutta la sera dei muscoli di Schwarzenegger. Sto facendo una fatica bestia, in palestra, per piacerle, e spero che stavolta mi dica almeno ellò.

Chissà poi la faccia di quel flippato di Armando quando si renderà conto che il CD Pioneer PDX-303 è l'invenzione più ganza dopo quella dell'Hi-Fi, e che con il sistema digitale i pezzi vengono fuori sparati in maniera purissima.

Tutti i veri Tosti dovranno adeguarsi al nuovo standard audio Shelf, e sono veramente ap all'idea di essere stato uno dei primi. Non ho ragione, mammina?

domenica 9 marzo 2008

Niente da dichiarare

lunedì 3 marzo 2008

Hey Joe


Il tempo passa e, purtroppo, passa per tutti e troppo in fretta.

Questo post avrebbe dovuto festeggiare un anno di vita di questo Blog, ma giusto oggi ho saputo d'aver perso un amico.

Sabato scorso se ne è andato Giorgio Tarocco, conosciuto tra gli intimi come Joe Trash. Giorgio era una forza della natura, una potenza creativa caotica ma geniale. Con più difetti che pregi, ma una di quelle persone che comunque vadano le cose fa sempre un gran piacere aver conosciuto. Giorgio è stato un artista puro e creativo, è stata una delle menti fondanti di Match Music ed ne è stato anche uno dei producer più geniali e intuitivi.

Forse l'hai visto nel video dei Velvet "Suono in una boy-band" credo sia il titolo, Giorgio è il faccendiere biondo tinto che carica i poveri ragazzotti. Una parte che poi, non ha faticato molto ad interpretare perchè lui, in fondo era così: era Joe Trash!

A noi che l'abbiamo conosciuto Giorgio ci ha lasciato molte cose da ricordare e su cui riflettere. Lo abiamo odiato e gli abbiamo voluto bene perchè è stata una brava persona. Non lo dimenticheremo e ci porteremo dentro, per sempre, qualcosa di lui.

Una prece.
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